Il governo cittadino di Cutro è arrivato al capolinea. L’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Ceraso, eletta nel 2022 con lista unica, è ormai formalmente priva dei numeri necessari per restare in piedi. Dopo una lunga scia di dimissioni a catena, il consiglio comunale si ritrova oggi con appena 7 consiglieri in carica su 16: ben al di sotto della soglia che consente il funzionamento dell’organo elettivo.
L’inizio del collasso è datato 18 luglio, con l’addio di Sara Brugnano. Da lì, una lenta ma inarrestabile fuga dagli scranni: Chiarella Muto, l’assessore all’Agricoltura Vincenzo Andreoli, la titolare del Bilancio Maria Teresa Stirparo, il presidente del Consiglio Piero Lorenzano, e infine – nelle ultime ore – i consiglieri Damiano Aiello, Elisa Parrotta e Pietro Le Piane.
Impossibile sostituire i consiglieri: era una lista unica
A rendere ancora più grave la situazione c’è un dettaglio tutt’altro che secondario: alle elezioni del 2022 a Cutro si presentò una sola lista, quella appunto guidata da Ceraso. In assenza di una reale opposizione elettorale, non ci sono oggi consiglieri surrogabili. Il risultato è che l’emorragia di dimissioni ha lasciato l’aula semideserta, rendendo impossibile ogni forma di gestione amministrativa.
Sarà ora la Prefettura di Crotone a sancire formalmente lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Un atto che appare ormai inevitabile, vista l’impossibilità di proseguire con una maggioranza spezzata e senza i numeri minimi previsti dalla legge per mantenere in vita l’organo esecutivo.









