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7 Febbraio 2026
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Calabria e Albania unite dalla cultura Arbëreshe: a Tirana il documentario “Gjuhë e Zemrës”

Presentato all’Università delle Arti di Tirana il documentario ideato da Sonia Golemme: un viaggio nella cultura Arbëreshe tra memoria, lingua e contaminazioni con il Mezzogiorno italiano

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Calabria e Albania tornano a incontrarsi nel segno di una memoria condivisa, quella delle comunità Arbëreshë, presenti nel Mezzogiorno italiano da oltre sei secoli e ancora oggi custodi di una forte identità culturale e linguistica. Da questo intreccio di storie nasce il documentario “Gjuhë e Zemrës – La Lingua del Cuore”, presentato nei giorni scorsi a Tirana, presso l’Università delle Arti.

L’opera propone un racconto visivo dedicato alla cultura albanese e Arbëreshe, soffermandosi sulle contaminazioni che nel tempo hanno arricchito il Sud Italia, trasformando la lingua e le tradizioni in strumenti di integrazione e resistenza culturale.

Il progetto di Sonia Golemme

Il documentario è ideato e promosso da Sonia Golemme, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, ospite dell’ateneo albanese per presentare il progetto a studenti e docenti. “Questo lavoro nasce dal bisogno di documentare una sopravvivenza culturale: quella di chi si riconosce nell’identità Arbëreshe e considera la lingua la prima forma di libertà e appartenenza”, ha spiegato Golemme al rientro in Italia.

La docente ha voluto ringraziare l’Università delle Arti di Tirana per l’accoglienza ricevuta e per lo spazio dedicato alla presentazione del documentario, sottolineando il valore del confronto accademico e umano emerso durante l’incontro.

Tra lingua madre, memoria e fratellanza

Nel suo intervento, Golemme ha richiamato il significato simbolico del progetto: “Tra resistenza e lingua madre, tra passato e presente, la narrazione si muove lungo un mare che non divide, ma riflette una storia comune”. Un riferimento diretto al Mediterraneo come spazio di scambio e non di separazione.

La docente ha inoltre espresso gratitudine al rettore Erald Bakalli, al docente Pjeter Guralumi, al coordinatore della Facoltà di Arti Sceniche Alert Celoaliaj e alla storica dell’arte Elida Rapti, evidenziando come il dialogo con il mondo accademico albanese abbia rappresentato un momento di arricchimento culturale reciproco. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli studenti di Arte scenica, protagonisti di audizioni che, ha sottolineato, “sono riuscite a trasmettere emozioni profonde”.

Dal documentario al Metaverso Performing

La visita a Tirana è stata anche l’occasione per presentare il Metaverso Performing, ideato da Golemme nell’ambito del progetto Performing, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso risorse del Pnrr.

Il Metaverso sarà uno degli elementi centrali della seconda edizione del festival Performing, in programma a Catanzaro nel mese di marzo, che segnerà la conclusione dei due anni di attività progettuali.

Nei prossimi giorni, fanno sapere i promotori, saranno illustrati nel dettaglio i contenuti del festival, pensato come un villaggio globale dell’arte performativa, con il coinvolgimento di partner nazionali e artisti del panorama italiano e internazionale.

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