4 Agosto 2026
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Capitale italiana della Cultura 2029, diciassette città in corsa. La Calabria fa la parte del leone con cinque candidature

Il Ministero ufficializza l'elenco. Tra grandi centri d'arte, unioni montane e consorzi, spicca l'adesione di Amantea, Corigliano-Rossano, Cutro, Marcellinara e Rosarno in gara

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Il percorso per l’assegnazione del titolo di Capitale italiana della Cultura 2029 entra nel vivo con la chiusura dei termini del bando promosso dal Ministero della Cultura. Sono diciassette le amministrazioni locali di tutta Italia che hanno formalizzato la propria manifestazione d’interesse entro la scadenza fissata per il primo luglio, confermando come la valorizzazione del patrimonio artistico e la programmazione culturale rappresentino ormai leve strategiche imprescindibili per la rigenerazione urbana e la coesione sociale. Il quadro delle candidature si presenta estremamente variegato, spaziando da storiche città d’arte a piccoli borghi fino a complesse aggregazioni territoriali. Spicca su tutte la straordinaria mobilitazione della regione Calabria, che schiera ben cinque realtà in gara, rappresentate dai Comuni di Amantea, Corigliano-Rossano, Cutro, Marcellinara e Rosarno.

L’elenco completo delle amministrazioni in corsa comprende Amantea in provincia di Cosenza per la Calabria, Bardolino in provincia di Verona e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza per il Veneto, la città di Campobasso per il Molise, Cassino in provincia di Frosinone per il Lazio, la Comunità montana di Valle Camonica in provincia di Brescia per la Lombardia, il Consorzio Castelli Romani in provincia di Roma per il Lazio, Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza per la Calabria, la città di Cremona per la Lombardia, Cutro in provincia di Crotone per la Calabria, Irsina in provincia di Matera per la Basilicata, Manduria in provincia di Taranto per la Puglia, Marcellinara in provincia di Catanzaro per la Calabria, Nova Siri in provincia di Matera per la Basilicata, Rosarno in provincia di Reggio Calabria per la Calabria, Tivoli in provincia di Roma per il Lazio e l’Unione Montana dei Monti Azzurri in provincia di Macerata per le Marche.

Il cronoprogramma della selezione: dal dossier finale all’assegnazione del milione di euro

Con l’ufficializzazione dell’elenco delle partecipanti si apre la fase operativa più complessa del concorso. Le diciassette amministrazioni candidate dovranno ora procedere alla redazione del dossier ufficiale, un documento articolato che dovrà includere la visione strategica del progetto culturale, il piano di sostenibilità finanziaria e l’indicazione dei partner pubblici e privati coinvolti. Il termine perentorio per la presentazione dei fascicoli è fissato per il 23 settembre 2026.

La valutazione sarà affidata a una giuria composta da sette esperti di riconosciuta fama nel settore culturale e della governance territoriale. La commissione esaminatrice selezionerà le dieci città finaliste entro il 16 dicembre 2026, convocandole successivamente per le audizioni conoscitive pubbliche entro il 10 marzo 2027. La fase finale della procedura si concluderà entro il 25 marzo 2027, data in cui la giuria raccomanderà al Ministro della Cultura la candidatura ritenuta idonea a insignirsi del titolo di Capitale italiana della Cultura 2029. All’assegnazione del riconoscimento si accompagnerà un finanziamento straordinario pari a un milione di euro, destinato alla realizzazione degli interventi e delle attività inserite nel dossier vincente per sostenere la crescita economica e l’attrattività turistica dei territori.

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