4 Agosto 2026
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Bollette dell’acqua impazzite, l’affondo del Codacons: “Il Comune non faccia quadrare i conti con crediti apparenti”

Il vicepresidente nazionale Di Lieto denuncia le anomalie sui conguagli idrici accorpati per due annualità ed emessi su stime arbitrarie anziché su letture reali. L'associazione dei consumatori investe ARERA e chiede la sospensione immediata degli avvisi e il blocco dei trasferimenti di morosità al nuovo gestore.

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Si allarga la contestazione sulle bollette del servizio idrico emesse dall’Amministrazione comunale attraverso il raggruppamento di due annualità e l’applicazione di consumi presunti. Il Codacons, per bocca del vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto, ha sollevato pesanti censure sul metodo di fatturazione adottato, evidenziando come la concentrazione di più anni in un unico e gravoso sollecito violi i parametri stabiliti dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) e scarichi impropriamente sulle famiglie e sulle attività economiche le inefficienze della gestione.

“Il sazio non crede al digiuno. Forse è per questo che, davanti a famiglie, pensionati e attività economiche che ricevono bollette dell’acqua da migliaia di euro, qualcuno pensa ancora che basti dire: “sono due annualità insieme”. Non basta. Innanzitutto perché la fatturazione biennale non è il modello ordinario previsto dalla regolazione del servizio idrico. ARERA ricorda che il gestore è tenuto a emettere un numero minimo di bollette nell’anno, differenziato in base ai consumi medi annui dell’utenza. Quindi concentrare due annualità in un’unica richiesta non può essere trattato come un fatto inevitabile, privo di conseguenze per il cittadino” dichiara Francesco Di Lieto.

Il rappresentante dell’associazione mette a fuoco il nodo centrale della vertenza: “Il problema, però, è ancor più grave. Non è solo che il Comune abbia accorpato il 2024 e il 2025. È che quelle fatture sono state emesse sulla base di letture stimate, consumi presunti e scaglioni di “supero” applicati su numeri che il Comune “presume”. Questa non è normale fatturazione. È un azzardo. La stima non può diventare una scorciatoia. ARERA disciplina il servizio di misura proprio per garantire consumi certi in bolletta. Tanto che per le utenze con consumi medi annui fino a 3.000 mc sono previsti almeno due tentativi annui di lettura, distanziati almeno 150 giorni. In buona sostanza prima si legge il contatore poi, sulla base del consumo reale, si fattura. Non si manda una bolletta basata su ipotesi e poi si chiede agli utenti di dimostrare che quella bolletta è sbagliata. Il cittadino non è il revisore contabile del Comune”.

Le anomalie nei conteggi e gli effetti a catena sulle tariffe

L’esame analitico dei documenti contabili effettuato dagli uffici del Codacons ha portato alla luce palesi incoerenze tra i dati riportati negli avvisi di pagamento e le misurazioni fisiche effettuate sui contatori degli utenti. Tali difformità, determinando un’artificiosa lievitazione delle cifre, finiscono per alterare tutte le componenti accessorie e fiscali del tributo.

“In questi giorni abbiamo esaminato casi incredibili. Ci sono fatture in cui la lettura stimata al 31 dicembre 2025 è superiore alla lettura attuale del contatore. In questi casi non c’è nulla da spiegare: la fattura va annullata. Ci sono bollette in cui la lettura resta identica al 31 dicembre 2023, al 31 dicembre 2024 e al 31 dicembre 2025, ma il Comune addebita comunque centinaia di metri cubi. Se la lettura iniziale e quella finale coincidono, il consumo misurato è zero. Non serve uno sportello per capirlo” prosegue Di Lieto.

“Vorremmo ricordare all’assessore che una stima sbagliata ha delle conseguenze devastanti. Dentro il sistema tariffario dell’acqua, il consumo stimato (e gonfiato) trascina tutto il resto: fa scattare gli scaglioni di “supero”, fa aumentare le voci collegate al consumo, incide su fognatura, depurazione, componenti perequative, IVA e importo finale. Così un dato presunto, se non viene prima verificato, produce una bolletta molto più pesante di quella che sarebbe derivata da una lettura reale. Intanto il cittadino riceve un importo da pagare, che rischia di diventare morosità nei sistemi contabili e nei flussi destinati al nuovo gestore”.

Il rischio di crediti apparenti e le richieste formali all’ARERA e all’Ente

La preoccupazione principale dell’associazione dei consumatori risiede nel possibile utilizzo di tali ruoli gonfiati per bilanciare i consuntivi della gestione comunale uscente prima del definitivo passaggio di consegne al nuovo soggetto gestore. Per fermare questo meccanismo, il Codacons ha attivato formalmente le autorità di vigilanza nazionale richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità dirette.

“È questo l’aspetto più inquietante: una stima può trasformarsi, nei fatti, in un credito apparente. E un credito apparente, se non viene fermato in tempo, può diventare un numero utile a chiudere una gestione, a far tornare i conti. Ma resta un numero costruito sulle spalle del cittadino, non su un consumo realmente accertato. Il rischio è che, nel chiudere la gestione comunale del servizio idrico, vengano lasciati in piedi crediti apparenti, costruiti su stime non verificate e poi trasferiti come se fossero debiti reali degli utenti. Questo non può accadere. I conti non si fanno quadrare sulle spalle dei cittadini. La rateizzazione non basta. Quando una fattura è corretta, può aiutare chi è in difficoltà. Ma quando una fattura è sbagliata, rateizzarla significa solo far pagare a rate ciò che non era dovuto. Il Comune non deve aiutare i cittadini a pagare bollette errate. Deve annullarle” chiarisce con fermezza il vicepresidente del Codacons.

“Il Codacons ha già investito ARERA e lo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente delle criticità del sistema di fatturazione fondato su letture presunte, consumi stimati e posizioni anomale, chiedendo verifiche sulla validazione dei dati, sui tentativi reali di lettura, sugli importi abnormi e sulla bonifica delle posizioni prima del passaggio al nuovo gestore. Ora chiediamo al Comune la sospensione automatica di tutte le posizioni contestate, blocco di ogni sollecito, blocco di ogni morosità, annullamento immediato delle fatture smentite dai contatori e divieto di trasferire al nuovo gestore dati non bonificati. Chi contesta una bolletta fondata su letture stimate non può essere trattato come moroso. Chi mostra un contatore che smentisce la fattura non può aspettare mesi. Chi riceve una richiesta costruita su consumi non misurati non deve pagare prima e difendersi dopo. Se davvero il Comune vuole far pagare solo quanto dovuto, lo dimostri con i fatti: sospenda, verifichi, annulli. La trasparenza non è spiegare perché una bolletta è alta. La trasparenza è cancellarla quando è sbagliata”, conclude la nota.

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