19 Agosto 2026
19 Agosto 2026
spot_img

Cecilia Sala trionfa a Caccuri: è suo il Premio Letterario, la Torre d’Argento firmata Michele Affidato (VIDEO)

Con "I figli dell’odio" la giornalista conquista la XV edizione. Secondo posto ex aequo per Tommaso Cerno, Pietro Grasso e Luca Sommi

spot_img
spot_img
spot_img

È Cecilia Sala con “I figli dell’odio” la vincitrice della XV edizione del Premio Letterario Caccuri. La giornalista e scrittrice ha conquistato il primo posto al termine della serata finale della manifestazione, confermando il ruolo sempre più centrale del premio nel panorama culturale italiano.

Sul podio, a pari merito, sono arrivati Tommaso Cerno, Pietro Grasso e Luca Sommi, protagonisti insieme alla vincitrice di una finale che ha messo a confronto prospettive differenti sulla contemporaneità, tra letteratura, giornalismo, attualità e impegno civile.

A tutti i finalisti è stata consegnata la Torre d’Argento, il riconoscimento simbolo del Premio Letterario Caccuri realizzato dal maestro orafo Michele Affidato.

Cecilia Sala conquista la XV edizione

Con “I figli dell’odio”, Cecilia Sala ha portato sul palco di Caccuri un reportage dedicato alle tensioni e ai conflitti che attraversano il Medio Oriente, attraverso storie, testimonianze e analisi di alcune delle questioni più complesse dell’attualità internazionale. La vittoria ha rappresentato il momento conclusivo di un’edizione caratterizzata da una partecipazione particolarmente significativa e dalla presenza di numerosi protagonisti della cultura e dell’informazione italiana. La serata finale è stata condotta da Gianluigi Nuzzi e Laura Freddi, che hanno accompagnato il pubblico verso il verdetto conclusivo.

La Torre d’Argento firmata Michele Affidato

Il premio consegnato ai finalisti porta con sé anche una storia profondamente legata alla Calabria. La Torre d’Argento, infatti, è stata realizzata dal maestro orafo Michele Affidato e riproduce uno dei simboli più rappresentativi di Caccuri: la torre del castello.

Nel corso degli anni, l’opera è diventata a sua volta un elemento identificativo della manifestazione, trasformando un riconoscimento artistico in una vera espressione dell’identità del borgo calabrese. “La Torre d’Argento rappresenta per me un legame profondo con Caccuri e con una manifestazione nella quale credo da sempre”, ha spiegato Affidato.

“Ho avuto il privilegio di accompagnarne la crescita attraverso la mia arte e di vederla diventare un appuntamento annuale di riferimento per la cultura italiana”, ha aggiunto il maestro orafo.

Il rapporto tra Affidato e Caccuri

Il legame tra Michele Affidato e Caccuri va oltre la semplice realizzazione dei premi destinati ai vincitori. Il maestro orafo, già Cittadino Onorario di Caccuri, ha accompagnato nel corso degli anni la crescita del Premio attraverso la propria attività artistica, contribuendo a costruire un ponte tra artigianato, cultura e valorizzazione del territorio.

La Torre d’Argento rappresenta proprio questa relazione: un’opera nata dall’interpretazione artistica di un simbolo locale e diventata uno dei segni distintivi di una manifestazione capace di portare il piccolo centro del Crotonese al centro dell’attenzione nazionale.

Il riconoscimento a Roberto Sergio e la Chiave d’Argento

Nel corso degli appuntamenti della XV edizione sono state inoltre consegnate altre Torri d’Argento a personalità di rilievo del mondo della cultura e delle istituzioni. Tra i destinatari figurano Roberto Sergio, direttore generale della Rai e di San Marino RTV, la dottoressa Isabella Belloni e la giornalista Anna Mallamo.

Particolarmente significativo è stato il riconoscimento destinato a Roberto Sergio. In occasione del conferimento della Cittadinanza Onoraria di Caccuri, l’amministrazione comunale ha commissionato a Michele Affidato una Chiave d’Argento. Un riconoscimento che ha ulteriormente rafforzato il rapporto tra il maestro orafo e la comunità di Caccuri.

La sorpresa sul palco per Michele Affidato

Uno dei momenti più emozionanti della serata finale ha avuto come protagonista proprio Michele Affidato. Gli organizzatori del Premio, Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta, hanno infatti deciso di rendere omaggio al maestro orafo consegnandogli un’opera realizzata dal figlio Antonio Affidato, orafo e scultore. Una sorta di inversione dei ruoli particolarmente significativa: il maestro che da anni realizza i riconoscimenti destinati ai protagonisti del Premio è diventato, per una sera, il destinatario di un’opera nata dalla creatività del figlio.

L’omaggio ha assunto così anche un forte valore familiare e artistico, collegando la storia degli Affidato al percorso costruito negli anni dal Premio Letterario Caccuri.

Tradizione e innovazione nell’arte orafa

Invitato sul palco, Affidato ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza professionale, soffermandosi sul rapporto tra ricerca, tecnica e creatività che caratterizza il suo lavoro.

Un percorso che spazia dalla realizzazione di opere legate all’arte sacra alla sperimentazione nel settore dell’oreficeria, mantenendo costante il dialogo tra tradizione e contemporaneità. “La cultura è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per costruire il futuro”, ha sottolineato Affidato, evidenziando la necessità di sostenere le iniziative culturali soprattutto quando nascono direttamente nei territori.

“Caccuri ha dimostrato che anche un piccolo borgo può diventare una grande piazza del pensiero”, ha aggiunto.

A Caccuri anche Nicola Gratteri

Tra gli ospiti della manifestazione anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto per presentare il volume scritto insieme ad Antonio Nicaso, “Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano”. La presenza di Gratteri ha ulteriormente ampliato il confronto proposto dal Premio, portando al centro della manifestazione i temi della criminalità organizzata, del narcotraffico e delle dinamiche internazionali che alimentano i traffici illeciti.

Caccuri, un piccolo borgo al centro della cultura italiana

Con la conclusione della XV edizione, il Premio Letterario Caccuri conferma la propria capacità di trasformare un piccolo centro della Calabria in un luogo di incontro per importanti protagonisti della cultura nazionale. La vittoria di Cecilia Sala e il confronto tra i quattro finalisti hanno rappresentato il momento conclusivo di un’edizione che ha intrecciato libri, giornalismo, attualità e cultura.

Al centro resta la volontà di fare del confronto delle idee uno strumento di crescita, valorizzando contemporaneamente il territorio calabrese.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor