24 Agosto 2026
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Cerchiara, il borgo che parlò a Rohlfs: la Calabria custodita nelle parole

Una lettera ritrovata del 1936 riapre la storia del rapporto tra il grande glottologo tedesco e il paese del Pollino: il dialetto locale contribuì alle sue ricerche sui parlati meridionali

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Arroccato sul Monte Sellaro, il borgo di Cerchiara di Calabria, duemila anime nell’alto ionio della provincia di Cosenza, è conosciuto al grande pubblico per alcune cose come il complesso monumentale del santuario di Santa Maria delle Armi di origine medievale o come la produzione del pane.

Il borgo è anche altro

Su quest’ultima peculiarità, la società Laivinium, anni fa ha organizzato l’evento “Cerchiara capitale del pane e dell’olio”. Ossia: nel borgo in cui il pane è simbolo dell’artigianalità che resiste al tempo ed alle mode ed ha saputo essere un prodotto di valore che. caratterizza il paese del Pollino, quella manifestazione creò attorno a sé. i prodotti della terra come un attrattore turistico di ampio respiro che ora deve essere consolidato per valorizzare le donne e gli uomini che in questa parte di Calabria portano avanti una tradizione ricca e variegata di sapori e saperi. Ma il borgo è anche altro, un crogiolo cultuale. S’incaricò di portare alla luce i tesori del sapere lo storico dialettale Antonio Iannicelli, castrovillarese che vive da tempo a Catanzaro, il quale ha rilanciato qualche anno fa un saggio di Michele De Luca, “Una lettera inedita di Gerhard Rohlfs. Cerchiara di Calabria alla fine dell’Ottocento” (editrice Il Coscile, 2020).

Due parole su Gerhard Rohlfs

Due parole su Gerhard Rohlfs, (Berlino, 14 luglio 1892 – Tubinga, 12 settembre 1986), sono necessarie anche se egli non ha bisogno di presentazioni. È stato un filologo, linguista e glottologo tedesco. Profondo conoscitore e indagatore della situazione dialettale italiana, a lui si deve la sintesi di grammatica storica della lingua italiana e dei dialetti italoromanzi a tutt’oggi più vasta e valida. Ha amato e studiato il Sud, specialmente la Calabria sulla quale ha prodotto numerosi testi. Come ricorda Treccani: “autore del Nuovo dizionario dialettale della Calabria (con repertorio italo-calabro, 1977), nuova edizione, interamente rielaborata, ampliata e aggiornata, dei tre volumi del Dizionario dialettale delle Tre Calabrie (1933-39), cui nel 1966-67 si erano aggiunti i due volumi del Vocabolario supplementare dei dialetti delle Tre Calabrie; e ancora i ricchissimi repertori di toponomastica e antroponimia italiana meridionale: per la Calabria, il Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria. Prontuario filologico-geografico della Calabria (1974)”. E altro ancora.

Iannicelli raccontò ….

Nello specifico, quale fu l’intuizione del professor De Luca? Iannicelli raccontò: “Una mattina di marzo 2018, di buon’ora, l’intellettuale Nicola Chiarelli, di Pietrapaola, località distante qualche chilometro da Cerchiara, chiama al telefono il glottologo Michele De Luca, suo stimato mèntore dal quale aveva ricevuto non pochi consigli e suggerimenti per la redazione del Dizionario Dialettale di Pietrapaola. Lo informa che tra le vecchie carte di famiglia aveva trovato una lettera del grande Gerhard Rohlfs, datata 29 novembre 1936, indirizzata al Podestà del Comune di Cerchiara nella quale, lo studioso, ricordando una vecchia collaborazione, ricevuta dal politico locale nel 1932, chiedeva di conoscere “l’esatta pronuncia di alcune voci del dialetto locale di Cerchiara”. De Luca comprende subito l’importanza del documento – forse di poco successivo al periodo in cui Rohlfs già aveva pubblicato, a fascicoli, parte del suo Dizionario Dialettale delle Tre Calabrie (1932-39) – e se lo fa inviare per meglio esaminarlo”.

Gli studi incrociati

Insomma, con la lettera, ritrovata, Rohlfs chiedeva al Podestà la sua “gentile collaborazione per un lavoro sui dialetti calabro-lucani”. E la collaborazione – annotò sempre Iannicelli – “ci fu e fu determinante perché consentì a Rohlfs di integrare gli studi già fatti. Infatti, nel 1937 pubblica “Contatti linguistici tra Sardegna e il Sud Italia”, testo poco noto, mai tradotto in italiano!». Ed è proprio in questo libro – continua Iannicelli – che alla nota 3, a pagina 32, Rohlfs scrive: “Le inchieste fatte da me personalmente a Cerchiara sono state integrate con squisita cortesia dal Podestà del paese, il signor Vincenzo Bruni…”. E riporta uno specchietto con le trascrizioni dialettali di alcune voci presenti in alcune località della Lucania e della Calabria (Maratea, San Chirico, Oriolo, Cerchiara, Nova Siri). E ancora da studi incrociati condotti dal professor Michele De Luca emerse che Rohlfs, nel 1926 aveva condotto una ricerca accurata sull’Aspromonte dove era stato incantato da un giovane capraio che gli aveva riferito una ventina di termini diversi per indicare la distinzione delle capre riguardo al manto, alle corna e alle poppe.

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