24 Agosto 2026
24 Agosto 2026
spot_img

Caso Giannetta, il salto della quaglia non assolve Forza Italia: Occhiuto fermi la bulimia di potere

L’ex capogruppo ha scelto la scorciatoia di Vannacci invece di combattere nel partito. La fuga un allarme: gli azzurri calabresi non possono restare ostaggio dell’asse Cosenza-Reggio

spot_img
spot_img

Bene ha fatto Roberto Occhiuto a scaraventare fuori dalla maggioranza Domenico Giannetta, dopo che costui ha deciso di candidarsi con Vannacci alle suppletive reggine. L’atto dell’ormai ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale è stato un salto della quaglia in piena regola, e come tale davvero poco onorevole, oltre che diseducativo.

Non si passa all’opposizione dall’oggi al domani

Non si passa, con la responsabilità istituzionale che si riveste, all’opposizione dall’oggi al domani.
Giannetta aveva l’opportunità storica, visto che non è l’ultimo arrivato, di aprire una questione di dignità all’interno del partito, mettendo insieme il malessere di quei dirigenti che non hanno sopportato di subire la candidatura di un paracadutato da Roma, in barba ai sacrifici fatti da tutti i sostenitori azzurri per fare di Fi regionale un riferimento nazionale. Perché se Forza Italia Calabria è il primo granaio italiano dei berlusconiani è grazie ai voti dei calabresi, non a quelli degli elettori brianzoli o dei Castelli e palazzi romani. Giannetta e i tanti che non avevano digerito la scelta di Cannizzaro di candidare un ‘preconfezionato’ nei salotti della Capitale, dovevano contestare apertamente il segretario regionale invece di andare a piagnucolare sul bavero di Vannacci. Troppo facile mollare un partito quando non si ottiene quel che si vuole. Bello e appassionante ,invece, combattere dal di dentro per riequilibrare le cose in senso democratico. Ecco perché il passaggio dell’ex capogruppo di Fi alla corte del Generale non è una pagina edificante della politica.

Non basta stigmatizzare

Il presidente della regione, tuttavia, non può togliersela stigmatizzando a mezzo nota stampa i protagonisti di un’operazione elettorale che potrebbe costare un seggio che pareva acquisito per sempre .
In Forza Italia c’è qualche problema, uno in particolare: la bulimia di potere dell’attuale primo cittadino reggino, che va contenuta prima che sia troppo tardi; prima che si verifichino altri casi Giannetta.
Evenienza sicura poiché il militare più famoso d’Italia punta a portare nel suo movimento altri pezzi dell’argentaria forzista e leghista, convinto di poter diventare la seconda forza della destra e di marginalizzare il centro dell’alleanza di governo. Occhiuto deve capire che la guida del partito va rasserenata e condivisa il più possibile, specie in questo passaggio così delicato. Gli incarichi regionali vanno dustribuiti con maggiore equità e attenzione ai territori, evitando cafonate che privilegino sempre la sola direttrice bruzio-reggina.

Ci vuole una classe dirigente originale

Anche Gianluca Gallo deve farsi parte diligente in questa fase delicata, senza credere di essere potere a sé stante. La fuoriuscita di Giannetta è un campanello di allarme serissimo, che va ascoltato perché potrebbe non essere l’unica a pochi mesi dalle consultazioni parlamentari. L’altro Roberto (Vannacci) ,a cui sta andando,per ora, tutto bene, non può credere dal canto suo che la seconda gamba della destra si costruisca con fuoriusciti da partiti neo democristiani( nei prossimi giorni qualche altro forzista calabrese parlamentare aderirà). La logica della accozzaglia di stampo elettoralistico va bene quando soffia il vento in poppa della novità, poi però non basta più; poi ci vuole classe dirigente originale. E Vannacci, a noi pare, ne stia mettendo su una di carta pesta.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor