27 Giugno 2026
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Università di Catanzaro, cinque secoli di storia: dalle scuole dei Gesuiti all’Ateneo che ha fermato la fuga dei cervelli

Un libro ricostruisce le origini dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, svelando una storia iniziata nel 1563 tra Gesuiti, setaioli e battaglie politiche. Il rettore Cuda: "Oggi abbiamo 12mila studenti e tratteniamo i giovani in Calabria"

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La storia dell’Università di Catanzaro non inizia nel 1972 con il Consorzio universitario né con l’autonomia dell’Ateneo. Le sue origini risalgono addirittura al 1563, attraversando cinque secoli di storia fatti di istruzione, politica, religione e mobilitazioni studentesche.

È quanto emerso durante la presentazione del volume “L’Università di Catanzaro. Storia della nascita dell’Ateneo del capoluogo dai Frati della Compagnia di Gesù al Consorzio per la Libera Università”, scritto da Aristide Anfosso e Piero Canino e illustrato nell’Auditorium del Campus “Salvatore Venuta”.

Dai Gesuiti ai commerci della seta: le origini dello studio a Catanzaro

Secondo quanto ricostruito dagli autori, tutto ebbe inizio quando i padri della Compagnia di Gesù vennero chiamati a Catanzaro dai setaioli locali per formare i giovani della nobiltà destinati ai commerci europei. “All’epoca Catanzaro era una delle capitali europee della produzione di damaschi, sete e velluti”, ha spiegato Anfosso. Da lì nacque un percorso culturale e formativo che attraversò il Regno di Napoli fino ai primi veri corsi universitari istituiti nel 1812 durante il governo di Gioacchino Murat.

La soppressione con la Riforma Gentile e la rinascita nel dopoguerra

Quell’esperienza universitaria proseguì fino al 1923, anno in cui la Riforma Gentile decretò la soppressione dei corsi. La rinascita arrivò decenni dopo. Nel 1959 il presidente della Provincia Aldo Ferrara tentò di riaprire l’Università, ma il progetto si scontrò con ostacoli politici e rivalità territoriali. Un passaggio decisivo si verificò nel 1972 con la nascita del Consorzio per la Libera Università, che diede avvio ai corsi di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Pedagogia e Medicina.

Le proteste studentesche salvarono l’Università

Il libro ripercorre anche gli anni difficili tra il 1976 e il 1979, quando la crisi economica rischiò di cancellare definitivamente l’esperienza universitaria catanzarese. Furono proprio le mobilitazioni degli studenti e del territorio a spingere verso la nascita del Consorzio universitario pubblico tra Comune e Provincia nel 1979, passaggio chiave per il successivo riconoscimento dell’Ateneo.

Cuda: “L’Università ha fermato la fuga dei cervelli”

Durante la presentazione del volume, il rettore dell’Università Magna Graecia, Giovanni Cuda, ha sottolineato il ruolo strategico dell’Ateneo per la Calabria. “Abbiamo 12mila studenti, il 70% dei quali calabresi. Senza questa Università sarebbero stati costretti a lasciare la loro terra”, ha affermato. Cuda ha poi lanciato un appello alle istituzioni: “Accompagnateci e comprendete quanto sia importante l’Università come volano culturale, sociale ed economico per tutto il territorio”.

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