Al di là dell’andamento rocambolesco della gara, l’Athletic Palermo ha dimostrato oggi a Vibo Valentia tutti i motivi di un divario di ventisei punti in classifica tra le due squadre e perché l’una è stabilmente nella fascia nobile della graduatoria (avendola addirittura capeggiata fino a qualche settimana fa) e l’altra si dibatte sempre di più in zona play-out.
La rimonta
Quanto alla Vibonese, non inganni l’incredibile debacle subìta in rimonta in inferiorità numerica, da 2-0 a 2-3: i siciliani sono sin dall’inizio del campionato una squadra di tutto rispetto, hanno mantenuto la pregevole ossatura di partenza, puntellandola con innesti mirati e di qualità, hanno meccanismi di gioco super oliati e soprattutto individualità che fanno la differenza (Maurino su tutti), oltre ad una perfetta mentalità da serie D, che ti fa arrivare sulla palla prima dell’avversario, proprio perché la gamba non viene mai tirata indietro e l’azione viene sempre condotta in avanti senza nessun esasperante ghirigoro orizzontale. Invece, le vicissutidini della Vibonese sono ben note, eppure gli uomini di Fanello, ancora orfani del faro Di Gilio, sono scesi in campo concentrati, lucidi, attenti a non sprecare palloni, tenaci e organizzati nel pressing, ritornati al fraseggio rapido e stretto.
La gara
Tutto questo nel primo tempo. Poi, la maledizione dei secondi tempi ( vedi Trapani due anni fa, da 2-0 a 2-5). Anche se in inferiorità numerica, nella seconda frazione di gioco è venuta fuori in tutti i suoi valori la compagine palermitana, per niente scossa dall’uomo in meno, ha preso la partita in mano e in meno di mezzora, ha rivoltato la partita come un calzino, sotto tutti i profili. Segno di una tenuta mentale di prim’ordine e di una disposizione in campo dettata dal trainer Ferraro, azzeccatissima nel fare male e nello stesso tempo nel coprirsi adeguatamente.
La reazione rossoblù
Sì, perché va dato atto che Keita e compagni non sono stati propriamente a guardare, hanno punto più volte, in una parola hanno dato ammirevolmente tutto quello che avevano. Ma la notevole propensione al sacrificio e il certosino rispetto delle consegne date dalla panchina, hanno fruttato agli ospiti una vittoria clamorosa e meritata, anche se due delle tre segnature sono arrivate ancora una volta da calci piazzati, dove le lacune dei rossoblu non sono state ancora colmate e la terza è stata la metafora del divario tra i due team: scambio da capogiro tra i rosanero nei pressi del vertice sinistro dell’area vibonese, tocco sopraffino verso il secondo palo e stoccata al volo che gonfia la rete. A certificare che l’Athletic Palermo, nell’arco dei novanta minuti, si è dimostrata superiore alla Vibonese. Punto.
Prossimo appuntamento ancora più difficile
Certo, non era questo il viatico ideale per affrontare il recupero infrasettimanale di mercoledì 22 aprile con un’altra big del torneo, l’Igea Virtus, oggi sconfitta a Torre Annunziata e con il fermo proposito di rientrare quantomeno nel giro dei play-off, dai quali è stata beffardamente estromessa per la nota penalizzazione e dopo aver condotto da leader della classifica buona parte del campionato. Non sarà quindi facile per i ragazzi di Fanello assorbire in poco più di quarant’otto ore una disfatta così bruciante e fare risultato al ‘’D’Alcontres’’. Ma se Caiazza e soci riusciranno a replicare l’impegno e la volontà visti oggi nel primo tempo, non è da escludere che la Vibonese possa riprendersi quello che oggi è incredibilmente sfumato in un tempo di gioco.






