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19 Aprile 2026
19 Aprile 2026
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Reggina, l’ultima chiamata per il primato: Torrisi non si arrende: “Nel calcio può succedere di tutto”

Il tecnico amaranto sprona l'ambiente a credere nel miracolo sportivo. «Attenzione soprattutto all'aspetto mentale: affrontare l'ultima della classe può nascondere insidie".

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Il destino della Reggina passa inevitabilmente dai novanta minuti di oggi contro il Paternò, una sfida che Alfio Torrisi vive con il sapore particolare del confronto con il proprio passato. Con tre sole partite ancora da disputare, il tecnico non intende ammainare la bandiera, nonostante il distacco dalla vetta imponga di guardare anche ai risultati degli altri campi. Torrisi ha tracciato un quadro lucido del momento attuale paragonando il campionato a una competizione automobilistica d’élite: “Sembra come una corsa di Formula 1. Dopo la grande rimonta, partiremo dalla seconda fila. Mancano tre gare alla fine del campionato e proveremo a fare il pieno di punti”. L’allenatore ha riconosciuto come, nel momento decisivo del sorpasso, la squadra si sia paradossalmente frenata, attribuendo il calo più a una questione di approccio mentale e carattere che a una mancanza di personalità tecnica.

Il fattore stanchezza e le insidie del calendario

Il tour de force che ha visto la Reggina impegnata in tre match nel giro di una settimana rappresenta l’ostacolo fisico più imponente in vista della gara odierna. Il tecnico non nasconde le difficoltà legate alla gestione delle energie, avvertendo che: “Alla sfida con il Paternò arriveremo col fiatone. Servirà un ulteriore sforzo ed i ragazzi faranno il possibile per conquistare l’intera posta”. C’è poi il rischio sottovalutazione, spesso letale quando si affrontano compagini di bassa classifica che non hanno nulla da perdere. L’obiettivo dichiarato è quello di aggredire il match fin dai primi istanti per evitare le sofferenze viste nel recente turno infrasettimanale contro l’Enna, dove il risultato è rimasto in bilico fino al triplice fischio.

L’analisi del reparto offensivo e le criticità numeriche

Un tema centrale nella riflessione di Torrisi riguarda la scarsa vena realizzativa degli attaccanti, un fattore che ha pesato enormemente sulla classifica attuale. Con estrema onestà, il mister ha analizzato le statistiche del reparto avanzato sottolineando come: “Il nostro reparto offensivo non ha prodotto i numeri attesi per una compagine che ha l’obiettivo di salire in Lega Pro. Fino ad oggi, spiace dirlo, ci sono mancate le punte in grado di raggiungere la doppia cifra”. Sebbene la sfortuna e le prestazioni eccellenti dei portieri avversari abbiano giocato un ruolo, resta il dato oggettivo di un numero di reti non consono a una pretendente al titolo. Anche sul fronte infortuni, l’assenza prolungata del capitano Barillà ha privato la squadra di un riferimento carismatico e tecnico difficilmente sostituibile.

Speranze di sorpasso e gestione dell’emergenza

Nonostante le assenze pesanti di Laaribi e Mungo per squalifica, oltre ai lungodegenti Sartore e Pellicanò, la Reggina recupera Domenico Girasole per puntellare la difesa. Torrisi resta convinto che il campionato possa ancora riservare colpi di scena clamorosi, confidando in un passo falso delle battistrada: “Nissa e Savoia potrebbero subire la pressione della vetta, favorendo la nostra rincorsa. Nello sport mai dire mai. Le cadute fragorose possono capitare”. La filosofia è chiara: lottare fino a quando la matematica non emetterà il suo verdetto definitivo, evitando rimpianti e onorando il supporto del pubblico del Granillo, atteso come sempre numeroso per sostenere quella che a tutti gli effetti appare come l’ultima chiamata per il sogno promozione.

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