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4 Marzo 2026
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L’ora più buia della Vibonese, il tecnico Esposito verso le dimissioni? “Così mi sento disarmato” (VIDEO)

Prestazione opaca, atteggiamento assente e parole durissime dell'allenatore in sala stampa dopo la clamorosa sconfitta contro l’Enna: “Se il problema sono io, posso anche fare un passo indietro”

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Non è solo una sconfitta. È una battuta d’arresto clamorosa, forse una delle più pesanti della stagione, quella maturata al Luigi Razza dalla Vibonese contro l’Enna. Un ko interno che aggrava una situazione già delicata e che apre interrogativi profondi sul presente e sul futuro rossoblù. A preoccupare, più del punteggio finale, è stato l’atteggiamento: una squadra apparsa spenta, priva di mordente, incapace di reagire anche nei momenti chiave della gara. Un passaggio a vuoto che rischia di pesare enormemente in chiave salvezza.

Esposito senza sconti: “Squadra moscia, primo tempo malissimo”

Nel dopogara, il tecnico Raffaele Esposito non ha cercato alibi. Anzi, ha scelto la via della trasparenza totale, usando parole dure come raramente si erano sentite finora. “Non mi è piaciuto l’atteggiamento, è stata una squadra moscia. Il primo tempo è stato male, malissimo. Era una partita da vincere in casa, da sfruttare per salvarsi, e non siamo entrati in campo con la mentalità giusta”.

“Non sono arrivato ai ragazzi”: autocritica totale

Esposito non si sottrae alle responsabilità, anzi le accentra su di sé: “Evidentemente non sono stato bravo io a far capire l’importanza di questa vittoria. Non sono arrivato ai ragazzi. Mi prendo io le responsabilità di quello che è successo oggi in campo”.

Ma è il seguito a gelare l’ambiente rossoblù, perché il tecnico lascia intendere che nulla, così com’è, può funzionare. “Ci sono sconfitte che ti fanno vedere una squadra viva. Quella di oggi ti fa sentire disarmato: in qualsiasi modo provi a fare le cose, non cambia niente”.

“Voglio andare in guerra, ma armato”

La metafora bellica utilizzata da Esposito fotografa alla perfezione il momento della Vibonese: “Io voglio andare a fare la guerra, non mi spaventa. Ma ci voglio andare armato. Se devo andarci disarmato, non va bene. Voglio gente che lotta in campo”. Parole che pesano come macigni e che certificano una frattura evidente tra le aspettative dell’allenatore e ciò che la squadra riesce a esprimere.

Campo, rosa e identità: troppe cose che non tornano

Nel mirino del tecnico finiscono anche le condizioni del terreno di gioco e le caratteristiche della squadra: “Io cerco di far esprimere un bel calcio, ma su questo campo è impossibile. Questa non è una squadra da seconda palla, non ha struttura fisica. È una squadra tecnica, di qualità, che ha bisogno di un campo buono”. Un’identità che sembra smarrirsi soprattutto tra le mura amiche, dove la Vibonese continua a faticare più che in trasferta.

Il passaggio più delicato: ipotesi dimissioni

Il momento più forte arriva nel finale della conferenza, quando Esposito apre esplicitamente a uno scenario fino a ieri impensabile: “Se mi accorgo che il problema sono io, allora per il bene della Vibonese sono disposto anche a fare un passo indietro. Ci vuole dignità”. E ancora: “Mi sento tradito quando vedo certi atteggiamenti. Io sono una persona pulita e leale, e così non va bene”.

Una Vigilia decisiva per la Vibonese

La sensazione è che questa sconfitta contro l’Enna segni uno spartiacque. Per la classifica, ma soprattutto per la tenuta interna del progetto tecnico. Esposito chiede certezze, chiede uomini pronti a lottare. In caso contrario, la sua permanenza sulla panchina rossoblù non è più una certezza. Il tempo delle riflessioni è iniziato. E a Vibo Valentia, dopo una domenica così, nulla può più essere dato per scontato.

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