Il pomeriggio del “Granillo” si preannuncia gelido, non tanto per le temperature, quanto per la sensazione di distacco che avvolge la sfida tra Reggina ed Enna. Il recupero della gara inizialmente prevista per il 2 aprile, posticipata per gli impegni internazionali di due tesserati siciliani con la nazionale del Ciad, arriva nel momento più basso del rapporto tra la piazza e il club. Dopo il deludente pareggio di Gela, che ha ridimensionato drasticamente le ambizioni di primato, il pubblico reggino sembra aver imboccato la via del disimpegno. È il riflesso di tre anni di Serie D che hanno logorato la pazienza di una tifoseria storicamente encomiabile, ma oggi stanca di promesse non mantenute e di una gestione societaria il cui consenso è ai minimi storici.
La matematica della speranza e l’ombra del rimpianto
Nonostante l’amarezza collettiva, i numeri lasciano ancora uno spiraglio, per quanto esiguo. Una vittoria porterebbe gli amaranto a tre lunghezze dalla coppia di testa formata da Nissa e Savoia. Tuttavia, con sole tre partite ancora da disputare dopo questo turno, l’impresa di scavalcare due avversarie contemporaneamente appare titanica. Resta il paradosso di una stagione fallimentare nei modi, ma tecnicamente ancora aperta: proprio questa vicinanza alla vetta, nonostante i numerosi passaggi a vuoto, aumenta il peso dei rimpianti. Se il traguardo del primo posto dovesse sfuggire, le responsabilità ricadrebbero equamente su ogni componente del progetto, dalla proprietà alla dirigenza, fino alla guida tecnica e ai calciatori.
Scelte obbligate e il ritorno del capitano
Sul piano tattico, la Reggina dovrà fare i conti con l’assenza forzata di Domenico Girasole, fermato dal giudice sportivo. Al suo posto, l’esperienza di Daniel Adejo dovrebbe garantire solidità al reparto arretrato, in una formazione che non si discosterà molto da quella vista in Sicilia. Se l’infermeria registra l’aggiunta di Sartore ai lungodegenti come Pellicanò, la nota lieta è rappresentata dal ritorno tra i convocati di Nino Barillà, la cui leadership sarà fondamentale per scuotere un gruppo apparso svuotato. Di fronte ci sarà un Enna agguerrito e alla disperata ricerca di punti salvezza, privo dello squalificato Zerillo, ma motivato dal ruolo di potenziale arbitro del campionato, essendo atteso domenica dal confronto diretto con la capolista Nissa.




