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20 Marzo 2026
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Reggina, la settimana della verità. Torrisi deve gestire tre sfide che valgono un’intera stagione

Ufficiale il recupero con l'Igea Virtus per mercoledì 25 marzo. Tra l'incrocio con l'Acireale di Cozza e lo scontro diretto con l'Athletic, gli amaranto si giocano le ultime speranze di primato.

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Quello che doveva essere il “mese della verità” per la Reggina si è condensato, per ironia del calendario, in una sola, decisiva settimana. La Lega ha ufficializzato la data per il recupero contro l’Igea Virtus: si giocherà mercoledì 25 marzo alle ore 14,30.

Questa decisione trasforma il finale di marzo in un vero e proprio tour de force per gli uomini di Torrisi. Dopo il match interno contro l’Acireale, la squadra sarà chiamata alla trasferta di Barcellona Pozzo di Gotto, per poi chiudere il cerchio il 29 marzo a Palermo, nello scontro diretto contro la capolista Athletic. Un trittico che non ammette mezze misure: o la Reggina ne uscirà rilanciata come credibile candidata alla vittoria finale, o sarà definitivamente fuori dai giochi.

L’ostacolo Acireale e l’ombra di Ciccio Cozza

Il primo atto di questa settimana cruciale andrà in scena al “Granillo” contro l’Acireale. La gara potrebbe essere anticipata a sabato (i siciliani devono recuperare il match con l’Enna il 25), aggiungendo un ulteriore carico di tensione. Non sarà una sfida come le altre: sulla panchina granata siede infatti Ciccio Cozza, simbolo eterno della storia amaranto, che arriverà a Reggio con l’obiettivo di strappare punti vitali per la salvezza.

Nonostante l’aritmetica lasci ancora spiragli, la sensazione è che la differenza la farà la capacità di fare bottino pieno. Una missione complessa, soprattutto considerando che la capolista Athletic arriverà allo scontro del 29 marzo senza il peso delle tre partite in sette giorni sulle gambe.

Laboratorio amaranto: porte chiuse e rebus tattico

Per preparare questo passaggio chiave, la squadra di Torrisi ha ripreso gli allenamenti blindando il centro sportivo. La scelta di lavorare a porte chiuse risponde alla volontà di mantenere la massima tranquillità, cercando all’interno del gruppo le risorse fisiche e mentali necessarie.

Sul fronte infermeria, lo staff medico punta a recuperare Sartore, fermato recentemente da una contrattura. Dal punto di vista tattico, cresce la curiosità per l’assetto che Torrisi sta studiando: un 4-2-3-1 fluido che in fase di possesso muta in un 3-4-2-1. Una soluzione ibrida concepita per garantire maggiore imprevedibilità e soluzioni offensive, armi che risulteranno fondamentali per scardinare le difese avversarie in questa settimana senza appello.

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