23 Agosto 2026
23 Agosto 2026
spot_img

Vibonese, esordio amaro in Coppa Italia: tanti dubbi, poche certezze. Marra ha già una montagna di lavoro davanti

L'Avola passa con merito ai rigori e mette a nudo i limiti della nuova Vibonese. Dalla costruzione del gioco alla difesa, fino ai calci di rigore: l'esordio rossoblù lascia più interrogativi che risposte

spot_img
spot_img

Dovendo tentare un’analisi della prima uscita ufficiale della rinnovatissima Vibonese, valevole per il turno preliminare di Coppa Italia, lo facciamo innanzitutto elogiando gli ospiti dell’Avola, neopromossi, ma già pronti per affrontare degnamente il difficile torneo di Serie D.

La squadra siciliana ha messo in mostra un calcio sbarazzino, innervato di tanto pressing, velocità, singoli dai piedi buoni e schemi applicati con notevole scioltezza, elementi che ne hanno fatto la squadra meritevole di passare il turno, ma soprattutto dotata di un organico che gioca piacevolmente a calcio, facendo le cose semplici ed efficaci.

La partita è stata decisa ai rigori, ma il team siculo ha avuto più di un’occasione per chiuderla nei tempi regolamentari a proprio vantaggio.

Una Vibonese ancora senza identità di gioco

Siamo partiti dagli ospiti perché – duole dirlo – della Vibonese si è vista ben poca organizzazione di gioco: un giro palla sfiancante che la dice lunga sulla mole di lavoro che attende Marra e il suo staff, non essendo bastate le singole giocate dei suoi uomini più talentuosi, come Cess e Cosendey.

A partire dall’impostazione dal basso, farraginosa e balbettante, che spesso si risolveva in lanci aerei, puntualmente preda degli avversari, per passare a un centrocampo con poche idee, prevedibile, macchinoso e incapace di fornire palloni giocabili alle punte.

Un centrocampo prevedibile e un attacco poco supportato

È impensabile potersi affidare ai pur precisi e filtranti suggerimenti di Bertolo, perché poi, se il ricevente non controlla e difende efficacemente il pallone, come spesso è accaduto, e non può contare sull’aiuto dei compagni, troppo distanti oppure statici, l’azione si spegne e il pallino del gioco si regala agli avversari.

È anche vero che i rossoblù accusavano assenze di peso, come Ledesma e Semenzin, elementi che vivacizzano il gioco e rendono la manovra fluida e meno scontata, ma disputare una gara praticamente senza trovare sbocchi (la doppietta di Cosendey è frutto della prontezza dell’attaccante su altrettante ribattute) è un segnale che non deve essere sottovalutato.

Così come ha destato molte perplessità la tenuta del reparto difensivo, apparso sovente traballante e insicuro, in balìa delle veloci folate ospiti, ma anche in grandi difficoltà nell’impostazione e nel riavvio dell’azione.

Difesa e portiere: i nodi da sciogliere

Non ultimo, si è già registrato quello che da diverso tempo è un neo atavico della Vibonese: l’estremo difensore. Oggi il giovane Simeoli è parso attento e reattivo durante la gara, ma fuori posizione e piuttosto statico in occasione della rete del pareggio ospite, sebbene dai piedi del tiratore siciliano sia partito un bolide di rara potenza, comunque sulla traiettoria del portiere.

Il ruolo del portiere ormai è sempre più importante, non soltanto tra i pali. Un esempio di estremo difensore eclettico e dai piedi buoni si è oggi ammirato in Santillo, che sulle rimesse dal fondo ha fatto da dinamica sponda con i propri compagni, lasciando sguarnita la porta, decentrandosi, disorientando così gli avversari, ma anche riavviando rapidamente il gioco con lanci precisi.

I rigori e le prospettive per il campionato

Quello che abbiamo sopra considerato si è riflettuto anche nell’esecuzione dei calci di rigore: su cinque penalty, i vibonesi ne hanno mandati tre abbondantemente al di sopra della traversa.

In conclusione, c’è ancora molto lavoro da fare per il team vibonese per raggiungere lo status e le prestazioni di una vera squadra, come più volte ha sottolineato mister Marra. Ma, ovviamente, siamo appena agli inizi e, con il lavoro e l’abnegazione, le attuali pecche si possono colmare.

A nostro avviso, però, appare opportuno individuare uno o due elementi di spessore per la linea difensiva, autorevoli e puliti nelle marcature e, al contempo, lucidi e illuminanti nell’impostazione del gioco.

Per coltivare le aspettative di un campionato che rilanci le ambizioni del vecchio leone ferito.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor