24 Giugno 2026
24 Giugno 2026
spot_img

Alta Velocità solo di nome, dalla Calabria a Torino il viaggio diventa un’incognita: ritardo medio 29 minuti

Il dossier di Europa Radicale fotografa una rete ferroviaria fragile lungo il corridoio tirrenico meridionale. I collegamenti da e per la nostra regione risultano tra i meno puntuali d’Italia, con ritardi medi elevati e affidabilità minima

spot_img

Treni che partono, ma il cui arrivo resta incerto. È l’immagine che emerge dall’analisi del dossier “Altra Velocità 2025”, pubblicato da Europa Radicale, che individua nella Calabria una delle aree più critiche dell’intera rete ferroviaria ad Alta Velocità italiana. I numeri raccolti nel corso del 2025 delineano un quadro di ritardi sistematici, con una frequenza tale da trasformare l’eccezione in regola per migliaia di viaggiatori.

Secondo il rapporto, la regione si colloca ai margini di una rete progettata soprattutto per il Centro-Nord, pagando un divario infrastrutturale che si riflette direttamente sulla puntualità e sull’affidabilità dei collegamenti di lunga percorrenza.

I collegamenti peggiori del 2025

Nel dossier vengono analizzati i singoli servizi e alcuni treni che collegano la Calabria al resto del Paese risultano tra i più problematici dell’intero anno. Il Frecciarossa 9588 Reggio Calabria–Torino emerge come uno dei casi più emblematici: un ritardo medio di 29 minuti e una puntualità ferma al 4%, con appena 13 arrivi in orario in dodici mesi. In diversi periodi dell’anno, lo stesso convoglio non ha mai rispettato l’orario di arrivo previsto.

Dati simili riguardano il FR 9658 Reggio Calabria–Torino, che registra un ritardo medio di 28 minuti e una puntualità dell’8%, e il FR 8519 Bolzano–Sibari, con 23 minuti di ritardo medio e solo il 6% di arrivi puntuali. Anche il FR 8419 Venezia–Reggio Calabria viene segnalato per un’anomalia significativa: nel solo mese di maggio 2025 non è mai arrivato in orario a destinazione.

Il corridoio tirrenico meridionale sotto pressione

Il rapporto colloca la Calabria all’interno di quello che definisce il “Corridoio tirrenico meridionale”, la direttrice Salerno–Reggio Calabria, descritta come un’area affetta da fragilità strutturali. Pur con un traffico complessivamente inferiore rispetto alle linee del Nord, l’intensità dei ritardi risulta più elevata, segno di criticità infrastrutturali e operative persistenti.

Un elemento chiave individuato dal dossier è l’accumulo progressivo dei disservizi. I treni che percorrono l’intera tratta da Reggio Calabria verso Milano o Torino sommano, chilometro dopo chilometro, le problematiche di più segmenti della rete. L’assenza di collegamenti alternativi e di una rete secondaria sufficientemente densa rende inoltre difficile assorbire o compensare i ritardi, che tendono così a propagarsi fino ai capolinea.

Giornate nere e ritardi record

Il 2025 ha registrato anche episodi estremi, concentrati soprattutto lungo la dorsale tirrenica. Il 13 novembre viene indicato dal dossier come una delle giornate più critiche dell’anno. In quella data il FR 8418 Paola–Salerno ha accumulato 521 minuti di ritardo, quasi nove ore, mentre il FR 9584 Scalea–Maratea ha superato i 414 minuti.

Altri picchi rilevanti riguardano nuovamente i collegamenti da e per la Calabria. Il FR 9588 ha registrato un ritardo di 305 minuti nello stesso 13 novembre, mentre il FR 9658 ha toccato i 303 minuti di ritardo il 16 agosto 2025, confermando una vulnerabilità che non si limita a singoli eventi isolati.

Un quadro di incertezza per i viaggiatori

L’analisi di Europa Radicale, basata sui dati raccolti nel dossier “Altra Velocità 2025”, restituisce l’immagine di una regione in cui il ritardo rappresenta una probabilità concreta e ricorrente, anche sui servizi di punta dell’Alta Velocità. Per i viaggiatori calabresi, l’esperienza di spostamento lungo la rete nazionale appare segnata da un’incertezza strutturale, legata più alla conformazione e alla gestione della rete che a episodi occasionali.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img