Cresce la tensione dentro Catanzaro Servizi S.p.A. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale aziendale e chiedono l’intervento della Prefettura per fare chiarezza sul futuro della società partecipata del Comune di Catanzaro. La comunicazione è stata inviata al vicario del prefetto Vito Bruno, all’amministratore unico della Catanzaro Servizi Antonio De Marco e al sindaco Nicola Fiorita. A firmare la nota sono Pinuccia Cosmano per la Filcams Cgil, Antonio Bruno per la Fisascat Cisl, Saverio Scarpino per la Uil Tucs e Benedetto Cassala per la Uil Trasporti.
Le ragioni della protesta
Secondo le organizzazioni sindacali, la proclamazione dello stato di agitazione si è resa “purtroppo inevitabile” a causa di una situazione definita incerta e preoccupante, che starebbe minando la serenità dei lavoratori. Al centro della vertenza ci sono tre nodi principali: il sistematico slittamento nel pagamento degli stipendi, la mancata o irregolare regolarizzazione della contribuzione previdenziale pregressa e, soprattutto, l’incertezza sul futuro societario della partecipata. Una condizione che, scrivono i sindacati, sta generando “un diffuso disagio e una forte preoccupazione tra i lavoratori”, considerati figure essenziali per l’erogazione dei servizi comunali.
La richiesta alla Prefettura
I delegati sindacali chiedono al vicario del prefetto di Catanzaro l’attivazione immediata delle procedure di raffreddamento e conciliazione, previste dalla legge 146 del 1990 e successive modifiche. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a un incontro urgente e congiunto con i vertici della Catanzaro Servizi, con il Comune di Catanzaro in qualità di ente committente e con l’esperto nominato dalla Camera di Commercio. I sindacati chiedono di fare chiarezza sulle spettanze arretrate, sulla situazione contributiva e sul destino occupazionale e industriale dell’azienda.
“I lavoratori hanno sempre garantito i servizi”
Nella nota viene sottolineato come i dipendenti della Catanzaro Servizi abbiano “sempre dimostrato massimo senso di responsabilità nel garantire servizi essenziali alla cittadinanza”. Ma, aggiungono i sindacati, i lavoratori “non possono continuare a farsi carico delle incertezze e delle inadempienze della governance aziendale”. Il clima, dunque, resta molto teso. In mancanza di un tempestivo riscontro e di atti concreti per risanare la situazione, le organizzazioni sindacali si riservano di mettere in campo “ogni ulteriore forma di tutela sindacale consentita dalla legge”, non escluso lo sciopero generale.










