Il ciclone Harry ha devastato i litorali della Calabria, provocando gravi danni alle strutture balneari della costa Jonica. A intervenire è Vincenzo Farina, presidente di Confesercenti Fiba Calabria, che sollecita misure straordinarie per salvaguardare aziende, posti di lavoro e servizi turistici.
Danni ingenti e urgenza di interventi concreti
Secondo Farina, le onde del mare hanno colpito senza risparmiare le strutture delle aziende familiari che costituiscono l’ossatura economica e sociale del territorio.
“I danni materiali sono gravissimi e rischiano di compromettere servizi turistici che da decenni qualificano la nostra regione. Apprezziamo il provvedimento del Governo con la dichiarazione dello stato di calamità, ma servono risorse più adeguate rispetto alla gravità della situazione”, dichiara il presidente di Confesercenti Fiba Calabria.
Misure richieste per la ricostruzione e il sostegno alle imprese
Farina sottolinea la necessità di interventi immediati per garantire la sopravvivenza delle aziende colpite: “Chiediamo che il 50% dei danni subiti sia coperto da fondi a fondo perduto e il restante 50% tramite prestiti a tasso zero. È fondamentale prevedere una moratoria di due anni sui mutui in essere e uno sgravio del 50% sugli oneri per il personale stagionale per le annualità 2026-2027. Serve anche semplificazione delle procedure per la ricostruzione delle strutture balneari e l’estensione, in deroga, delle concessioni demaniali marittime per almeno nove anni”.
Proteggere posti di lavoro e identità turistica
Il presidente di Confesercenti evidenzia l’impatto sociale dell’uragano: “Chiediamo supporto per poter continuare a garantire migliaia di posti di lavoro stagionali e preservare le esperienze imprenditoriali familiari che caratterizzano l’identità della nostra ospitalità. Senza interventi immediati, numerose imprese rischiano di non ripartire, compromettendo l’economia locale e la qualità dell’offerta turistica”.
Appello alle istituzioni
Farina conclude con un appello alle istituzioni: “È indispensabile mettere le aziende in condizione di sostenere lo sforzo economico e psicologico necessario per rimettersi in piedi. La Calabria ha bisogno di un supporto concreto e tempestivo per proteggere le imprese balneari, i posti di lavoro e l’immagine turistica della regione”.









