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29 Aprile 2026
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Concessioni balneari, frenata in Senato: bocciata la proroga delle concessioni fino al 2030

Emendamento cassato in commissione Bilancio tra dubbi economici e rischi di infrazione europea. Il Mef: “senza coperture e incompatibile con i vincoli di bilancio”

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La proroga delle concessioni balneari nelle aree colpite dal maltempo fino al 2030 non passa il vaglio della commissione Bilancio del Senato. L’emendamento, inserito nel cosiddetto decreto ponte e sostenuto dalla Lega, è stato cassato dopo il parere contrario del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La misura avrebbe dovuto estendere le concessioni fino a settembre 2030, ma il provvedimento è stato giudicato privo di adeguata copertura finanziaria.

Il nodo delle coperture e il parere del Mef

Il blocco è arrivato soprattutto per ragioni di natura economica. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva già espresso un parere negativo, evidenziando l’onerosità della misura e la mancanza di risorse necessarie a sostenerla. Secondo quanto emerso, proprio questo aspetto avrebbe inciso in modo decisivo sulla bocciatura in commissione.

Profili costituzionali e rischio europeo

Oltre al tema delle coperture, è stato sollevato anche un problema di compatibilità con l’articolo 81 della Costituzione, che impone l’equilibrio di bilancio. La proposta, inoltre, avrebbe potuto esporre l’Italia a una possibile procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, rendendo il quadro normativo ancora più delicato sul piano giuridico e istituzionale.

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