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15 Febbraio 2026
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Calabria
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Il Crati travolge l’agricoltura, tremila ettari in ginocchio. Arriva il disperato allarme di Coldiretti

L'esondazione devasta la Sibaritide, sommergendo 900 ettari e mettendo a rischio il futuro di centinaia di aziende. Aceto: "Danni che dureranno anni, servono interventi strutturali e meno burocrazia".

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La furia del Crati non ha lasciato scampo. Il bilancio del maltempo che ha sferzato la Calabria nelle ultime ore assume i contorni di un disastro economico e sociale: secondo le ricognizioni di Coldiretti, oltre 3mila ettari di terreno sono stati colpiti in tutta la regione. Il cuore dell’emergenza batte nella Sibaritide, dove 900 ettari sono scomparsi sotto una coltre di acqua e fango, trascinando con sé colture, infrastrutture e speranze.

La mappa del disastro: dalla Sibaritide al Reggino

Le ferite più profonde solcano la provincia di Cosenza. Tra Corigliano-Rossano (nelle contrade Ministalla, Thurio e Foggia) e Cassano allo Ionio, fino alla pianura di Tarsia e a Santa Sofia d’Epiro, l’acqua ha inghiottito tutto. Il panorama è desolante: campi impraticabili, allevamenti evacuati d’urgenza e abitazioni rurali isolate. Ma il flagello non si è fermato al Nord della regione. Dalle serre distrutte dal vento sull’alto Tirreno cosentino fino ai frutteti del Lametino, passando per il Vibonese, il Catanzarese e il Crotonese, la geografia del danno copre l’intero territorio, culminando nelle frane che hanno paralizzato la viabilità rurale della Piana di Gioia Tauro.

Maltempo Coldiretti Calabria 1a

L’affondo di Coldiretti: “Aziende e futuro compromessi

«Siamo di fronte a un evento che ha messo in ginocchio intere aree produttive della Calabria», dichiara il Direttore di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini. «Oltre 3.000 ettari sommersi in tutta la regione significano aziende, lavoro, reddito e futuro compromessi. In alcune zone, come quelle interessate dall’esondazione del Crati, l’acqua ha sommerso completamente le colture e gli stabilimenti, con danni che si protrarranno per anni. Occorre agire con tempestività e attivare tutti gli strumenti necessari per sostenere le imprese agricole che stanno subendo perdite totali».

Maltempo Coldiretti Calabria 4

Burocrazia e manutenzione: il j’accuse di Franco Aceto

Il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, punta il dito contro le cause strutturali di una fragilità ormai insostenibile. Se da un lato gli eventi climatici estremi colpiscono con violenza, dall’altro l’immobilismo amministrativo aggrava il conto.

“La Calabria agricola sta pagando ancora una volta il prezzo di eventi climatici sempre più violenti – afferma Aceto – Oltre agli interventi immediati per sostenere le aziende colpite, è indispensabile investire in modo strutturale sulla messa in sicurezza del territorio, sulla manutenzione dei corsi d’acqua e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. Senza una strategia seria e continuativa, il conto per agricoltori e cittadini sarà sempre più pesante!.

Il Presidente non risparmia critiche alla gestione degli alvei fluviali: “È altrettanto evidente che troppo spesso gli interventi di pulizia e manutenzione ordinaria degli alvei fluviali vengono rallentati o addirittura bloccati da eccessi burocratici, vincoli sovrapposti e da un ambientalismo ideologico che finisce per impedire azioni di buon senso. La mancata rimozione di detriti, vegetazione infestante e accumuli di materiale negli alvei, così come l’assenza di interventi programmati di manutenzione e consolidamento degli argini, aumenta in modo esponenziale il rischio di esondazioni. Occorre garantire il rafforzamento strutturale degli argini, il loro adeguamento alle nuove portate idrauliche e un piano stabile di monitoraggio e manutenzione. La tutela dell’ambiente non può trasformarsi in immobilismo: servono procedure più snelle, una chiara assunzione di responsabilità, chi deve fare e che cosa e una programmazione pluriennale degli interventi”.

Mentre gli uffici provinciali continuano a raccogliere le segnalazioni per quantificare con precisione il disastro, Coldiretti annuncia un pressing costante su istituzioni regionali e nazionali: l’obiettivo è ottenere tutele reali per un comparto che rischia di non rialzarsi più.

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