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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
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Porto di Gioia Tauro tra boom e polemiche: record di traffici ma fondi Pnrr bloccati e accuse al Governo

Crescita a doppia cifra che sfiora i 3 milioni di teu, ma lo sviluppo si scontra con lo stallo sull’elettrificazione delle banchine e il mancato rilancio del retroporto

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Una visita istituzionale dal forte valore strategico si è svolta al porto di Gioia Tauro, dove si sono incontrati il commissario straordinario dell’autorità portuale, Paolo Piacenza, e il direttore generale dell’Arpacal, Michelangelo Iannone. Un faccia a faccia per gettare le basi di una nuova sinergia operativa tra enti pubblici, con l’obiettivo di coniugare sviluppo infrastrutturale e sostenibilità ambientale. All’incontro hanno preso parte anche il Segretario Generale dell’AdSP, i tecnici dell’Ente, e i vertici dei principali terminal: Antonio Davide Testi per MCT e Rosy Ficara per Automar.

Crescita a doppia cifra: +10,6% nei primi 8 mesi, sfiorati i 3 milioni di teu

Mentre la crisi del Mar Rosso e gli effetti della direttiva europea ETS minacciano la stabilità dei commerci internazionali, Gioia Tauro continua a correre. Tra gennaio e agosto 2025, i volumi movimentati hanno toccato quota 2.912.943 teu, segnando un +10,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 (2.632.699 teu). La proiezione di fine anno? Nettamente oltre i 4 milioni di teu, un traguardo che rafforza la posizione del porto calabrese come leader italiano nel transhipment e tra i più strategici del Mediterraneo.

Fondali da 18 metri e navi da 400 metri: Gioia è l’unico scalo italiano in grado di accoglierle

Durante il sopralluogo, Piacenza ha illustrato a Iannone le caratteristiche uniche dello scalo. Gioia Tauro è l’unico porto in Italia con fondali da 18 metri, capace di ospitare le portacontainer più grandi al mondo: lunghe oltre 400 metri, larghe 60, con una capacità superiore ai 23mila teu. Un’infrastruttura colossale, che non solo tiene il passo con i giganti dei mari, ma li attira. E con loro, flussi economici, occupazione e sviluppo per tutta la regione.

Elettrificazione banchine: 66 milioni di euro dal PNRR per la svolta green

Ma il futuro non è solo nella logistica, bensì anche nella transizione ecologica. Il commissario Piacenza ha annunciato che entro il 2026 saranno completati i lavori per l’elettrificazione delle banchine portuali, finanziati con 66 milioni di euro di fondi PNRR. Un intervento che permetterà alle mega-navi di spegnere i motori durante la sosta, riducendo emissioni e impatto ambientale: una rivoluzione silenziosa ma potentissima, che proietta lo scalo verso i più alti standard europei.

Un protocollo per l’ambiente: parte l’iter congiunto Arpacal-AdSP

La visita si è conclusa con un accordo di intenti: Arpacal e Autorità Portuale avvieranno un iter amministrativo per sottoscrivere un protocollo condiviso, volto a individuare strategie ambientali comuni, promuovere buone pratiche e garantire ricadute economico-sociali su tutto il territorio calabrese. “Un passo necessario – sottolineano Piacenza e Iannone – per rafforzare il legame tra sviluppo e sostenibilità, creando un modello che metta al centro il territorio e le comunità”.

Falcomatà e Tridico al porto: “Serve lo Stato, non passerelle”

Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà e il candidato del centrosinistra Pasquale Tridico hanno effettuato un sopralluogo al porto di Gioia Tauro, denunciando il disinteresse del Governo e del centrodestra verso lo sviluppo del Sud. Falcomatà ha attaccato la mancata valorizzazione del retroporto, la disparità negli investimenti rispetto a scali del Nord (come Genova), e lo stallo dei 66 milioni del PNRR per l’elettrificazione delle banchine.

Critiche anche al Ponte sullo Stretto, che limiterebbe il traffico marittimo per l’altezza ridotta sotto la campata, e ai fondi ridicoli per le periferie, come nel caso della Ciambra. “Gioia Tauro è un’infrastruttura strategica, ma viene trattata come una discarica logistica”, ha detto il sindaco.

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