l confronto politico sulla gestione della pandemia torna a infiammarsi in Parlamento, trasformando la commissione d’inchiesta sul Covid in un nuovo terreno di scontro tra Fratelli d’Italia e Giuseppe Conte. Le tensioni, già alimentate da settimane di dichiarazioni contrapposte, hanno raggiunto un punto di forte escalation con accuse reciproche e un linguaggio sempre più vicino allo scontro giudiziario.
Al centro della polemica c’è il ruolo dell’ex presidente del Consiglio durante l’emergenza sanitaria e la sua eventuale audizione nell’ambito dei lavori parlamentari dedicati alla ricostruzione delle decisioni assunte dal governo.
Le accuse di FdI e il caso della commissione Covid
Fratelli d’Italia ha rilanciato con durezza le contestazioni sull’operato di Conte durante la pandemia, inserendo la discussione nel perimetro della commissione d’inchiesta. A innescare l’ultima fiammata è stata in particolare la definizione dell’ex premier come “mentitore seriale”, arrivata da esponenti del partito di maggioranza nel corso del dibattito politico e parlamentare.
Secondo la linea sostenuta da FdI, la commissione dovrebbe fare piena luce sulle decisioni assunte durante le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria, inclusi i rapporti tra governo, struttura commissariale e soggetti coinvolti nella gestione dei dispositivi sanitari e delle misure restrittive.
In questo contesto, il confronto si è rapidamente spostato dal piano politico a quello personale, con toni sempre più accesi.
La replica di Conte e la sfida sull’immunità
La risposta di Giuseppe Conte non si è fatta attendere ed è arrivata con un messaggio dal contenuto fortemente polemico, rivolto direttamente ai suoi avversari politici. L’ex premier ha rilanciato lo scontro chiedendo ai parlamentari di Fratelli d’Italia di rinunciare all’immunità, per poi “ripetere in tribunale” le accuse rivolte nei suoi confronti.
“Rinunciate all’immunità e ci vediamo in tribunale”, è la posizione ribadita da Conte, che ha respinto le contestazioni sulla gestione dell’emergenza sanitaria e ha rivendicato la correttezza dell’operato del governo dell’epoca.
L’ex presidente del Consiglio ha inoltre contestato quella che definisce “una strumentalizzazione politica della commissione”, accusando la maggioranza di utilizzare il lavoro parlamentare per alimentare lo scontro politico anziché per un reale accertamento dei fatti.
Commissione Covid e scontro istituzionale
Nel frattempo, il clima attorno alla commissione resta teso anche tra le opposizioni, che denunciano modalità di lavoro considerate sbilanciate e poco orientate al contraddittorio. Il dibattito si è allargato alle modalità delle audizioni e alla gestione delle convocazioni, con accuse di utilizzo politico dello strumento parlamentare.
Fratelli d’Italia, dal canto suo, ribadisce la necessità di approfondire ogni aspetto della gestione pandemica, sostenendo che solo un’analisi completa possa chiarire eventuali responsabilità politiche e amministrative.




