9 Agosto 2026
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La Calabria che vive fuori dalla Calabria: 463mila iscritti all’Aire e in 25 paesi sono più dei residenti

I numeri del Rapporto Italiani nel Mondo fotografano una regione parallela sparsa nel mondo. A Paludi gli iscritti all'estero sono più del doppio degli abitanti rimasti. Cosenza è la provincia con quasi 200mila cittadini Aire

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La Calabria è una regione a due facce. Da un lato quella da un milione e 832mila abitanti e sul lato opposto l’altra Calabria disseminata per il mondo. Vive in Argentina e Germania, in Svizzera, Francia, Brasile, Australia, Canada e Stati Uniti. Si ritrova nelle feste patronali, nelle case riaperte per poche settimane, nelle famiglie che proprio nei giorni centrali di agosto tornano nei paesi d’origine. Ma per capire quanto sia grande questa seconda Calabria basta un numero: 463.733.

Sono i cittadini iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, riferiti alla Calabria al primo gennaio 2025 secondo il Rapporto Italiani nel Mondo. Equivalgono al 25,3% della popolazione residente regionale: per ogni cento persone che vivono stabilmente in Calabria ce ne sono, in termini puramente statistici, altre 25 iscritte all’anagrafe degli italiani all’estero. Un dato che assume una forza ancora maggiore proprio nel weekend in cui comincia uno dei grandi movimenti d’agosto verso Sud.

Venticinque paesi con più iscritti all’estero che abitanti

È entrando nei singoli comuni che la fotografia diventa impressionante. La graduatoria Migrantes mostra 25 centri calabresi nei quali gli iscritti all’Aire sono più numerosi dell’intera popolazione residente. A Paludi, nel Cosentino, risultano 2.219 iscritti Aire a fronte di appena 959 residenti: il rapporto raggiunge il 231,4%. A San Pietro in Amantea sono 1.038 contro 455 abitanti, pari al 228,1%. A Scala Coeli 1.476 contro 754, il 195,8%. Seguono Terravecchia, con un’incidenza del 185,6%, Torre di Ruggiero con il 170,4%, Mammola con il 159,2%, Staiti con il 153%, Belmonte Calabro con il 149,7% e Carfizzi con il 148,3%. E la lista continua: Santa Domenica Talao, Bocchigliero, Orsomarso, Pizzoni, Savelli, Malito, Fiumara, Dinami, Cardinale, Simbario, Mongrassano, Mottafollone, Candidoni, Alessandria del Carretto, Sangineto e Aiello Calabro. Va precisato che l‘Aire comprende anche cittadini italiani nati all’estero e discendenti di emigrati. Ma proprio per questo il dato racconta qualcosa di ancora più profondo: la dimensione assunta nel tempo dalla diaspora calabrese.

Cosenza, quasi 200mila cittadini all’estero

La provincia che presenta il numero più elevato è Cosenza con 199.364 iscritti Aire. Seguono Reggio Calabria con 105.984, Catanzaro con 72.428, Vibo Valentia con 54.829 e Crotone con 31.128. Tra i comuni, in termini assoluti, guida Corigliano-Rossano con 14.935 iscritti, davanti a Reggio Calabria con 10.314 e Lamezia Terme con 9.736. San Giovanni in Fiore ne conta 6.537, Fuscaldo 5.886, Montalto Uffugo 5.601 e Bagnara Calabra 5.307. Numeri che spiegano anche perché in tanti centri calabresi il rapporto con l’emigrazione non appartenga soltanto alla memoria delle valigie di cartone. È un fenomeno ancora inscritto nella struttura demografica delle comunità.

Dall’Argentina alla Germania, dove vive l’altra Calabria

La geografia della Calabria fuori dalla Calabria attraversa mezzo pianeta. Il primo Paese per numero di iscritti è l’Argentina con 112.209 persone, il 24,2% del totale. Seguono la Germania con 83.393, la Svizzera con 53.871, la Francia con 33.477 e il Brasile con 31.652. In Australia sono 28.504, in Canada 26.334 e negli Stati Uniti 22.473. Seguono Spagna, Regno Unito e Belgio. È la mappa di oltre un secolo di partenze, ma anche di seconde e terze generazioni che hanno conservato la cittadinanza e spesso un rapporto familiare e affettivo con la terra d’origine.

Agosto, il mese in cui le due Calabrie si incontrano

I dati Aire non permettono di sapere quanti di quei 463mila cittadini torneranno effettivamente in Calabria questa estate. Confondere le due cifre sarebbe sbagliato. Ma agosto resta il momento nel quale quel legame diventa maggiormente visibile: famiglie, discendenti degli emigrati e calabresi che vivono stabilmente altrove tornano nei luoghi d’origine, alimentando presenze, consumi, feste e relazioni sociali. Ed è forse questo il paradosso più potente raccontato dai numeri: in almeno 25 paesi la Calabria registrata all’estero è ormai più grande di quella che vi abita tutto l’anno. Per qualche settimana le distanze si accorciano. Poi settembre riporta alla luce il problema che si nasconde dietro la festa dei ritorni: lo spopolamento e la capacità della Calabria di trasformare il legame con la propria diaspora in una risorsa stabile, anziché in un appuntamento di poche settimane all’anno.

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