9 Agosto 2026
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“Paura non abbiamo”: Serena Dandini e la lezione di libertà delle Madri Costituenti

Dalle storiche cantate di protesta delle mondine alla nascita della Repubblica, il saggio dell'autrice ripercorre la storia e le battaglie delle ventuno pioniere elette all'Assemblea Costituente del 1946.

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“Sciur padrun da li beli braghi bianchi / Fora li palanchi, fora li palanchi /Sciur padrun da li beli braghi bianchi /Fora li palanchi ch’anduma a cà / […].

Questo era il canto famosissimo delle mondine, composto da un autore anonimo, tra il XIX e il XX secolo.

Nello stesso periodo fu composto, sempre anonimamente, il testo di un’altra canzone-simbolo di quel periodo di lotta per l’emancipazione femminile.

“Sebben che siamo donne, / paura non abbiamo: /per amor dei nostri figli, /
per amor dei nostri figli; /sebben che siamo donne, /paura non abbiamo: /per amor dei nostri figli, /in lega ci mettiamo. / […].

Da quest’ultimo motivo è stata estrapolata la frase “paura non abbiamo” per fare il titolo di un saggio firmato Serena Dandini, volto noto della tv. Il libro non è un romanzo con una trama classica, ma un racconto storico e corale.

Dalle mondine alla nascita della Repubblica: il racconto di una rivoluzione faticosa

La prefatrice Michele Ponzani ha riassunto così la storia: «2 giugno 1946, l’Italia diventa una repubblica e per le donne comincia un nuovo tempo. Con il suo stile inconfondibile, impertinente ma rigoroso, Serena Dandini scrive l’avventura delle Madri costituenti che sono state protagoniste di quel momento. Un’«affettuosa genealogia» dove trovano posto anche intellettuali e artiste che le hanno precedute o che ne hanno raccolto il testimone. Dei 556 deputati che all’indomani della guerra compongono l’Assemblea costituente – eletta da milioni di italiani e, per la prima volta, di italiane – soltanto 21 sono donne. Donne caparbie, intrepide e schiette, diversissime per origine, carattere e appartenenza politica, ma accomunate da una convinzione ostinata: la democrazia, senza la metà femminile del mondo, è una promessa scritta a matita. Sono figure straordinarie, spesso dimenticate, che hanno combattuto e versato sangue, guidato lotte operaie, fondato giornali e movimenti politici per ottenere diritti a lungo negati. Serena Dandini le riporta alla luce in un libro appassionato che coniuga impegno civile e ironia, lungo un percorso in cui accanto alle Madri costituenti sfilano attiviste instancabili, donne di spettacolo capaci di dar voce a desideri e ribellioni, nonché giudici e parlamentari che hanno trasformato le battaglie in leggi. Tutte loro hanno contribuito a incrinare abitudini e pregiudizi degli italiani, rendendo possibile il cambiamento culturale da cui è germogliata una rivoluzione lenta, faticosa, tuttora ostacolata, ma irreversibile. «Sapere che prima di noi altre donne hanno pensato, osato, sbagliato, resistito è ciò che rende possibile immaginarsi altrove rispetto al posto che ci è stato assegnato. Mai come adesso abbiamo bisogno di rimettere in circolo la passione sociale che ha animato le battaglie di queste pioniere della democrazia».

“Il sesso dei coralli”: la battaglia di Lina Merlin contro il meretricio di Stato

Di particolare pregio è il sesto capitolo, “Il sesso dei coralli”, che è dedicato alla senatrice Lina Merlin, madre costituente, che è stata una pura e coraggiosissima riformista, seguace della dottrina di Anna Kuliscioff, compagna di Filippo Turati.

Ma perché Serena Dandini chiama il sesto capitolo “Il sesso dei coralli”? È la stessa autrice che lo spiega laddove scrive: “Nel frattempo, in Parlamento, molti deputati continuano a inscenare una narrazione romantica e edulcorata per difendere il meretricio di Stato, irrinunciabile baluardo della virilità nazionale. Qualcuno ripete come un ritornello che purtroppo le case di tolleranza sono necessarie, mica è colpa loro…è la natura che ha dotato l’uomo di irrefrenabili impulsi. “Per evitare la prostituzione, – asseriscono – dovremmo essere costruiti come gli animali inferiori, ad esempio il corallo, che è asessuale e non ha il sistema nervoso”. Al di là dell’interessante vita sessuale degli invertebrati, una cosa è certa: secondo loro il maschio italiano ha diritto all’[amore di Stato]. E non solo per soddisfare i suoi capricci ma soprattutto per preservare la purezza “per bene”, che devono arrivare illibate al matrimonio. Solo frequentando i bordelli e sfogando le pulsioni sconosciute ai coralli, i maschi possono proteggere la verginità delle fanciulle e tutelare così la famiglia, unico argine contro il caos […]”.

Lina Merlin, fu offesa e vilipesa tutta la vita, attribuendole falsamente l’idea che volesse sconfiggere la prostituzione. Al contrario, Lina Merlin, voleva sottrare la dignità delle donne dalla schiavitù di Stato. E ci riuscì, facendo approvare le legge che chiudeva le case di tolleranza.

Dice la scienza: “I coralli sono in gran parte organismi ermafroditi – circa il 75%che è dedicato delle specie possiede sia organi maschili che femminili nella stessa colonia o nello stesso polipo -, mentre il resto è diviso in specie con sessi separati. La riproduzione sessuale avviene spesso tramite il rilascio sincronizzato di massa di uova e spermatozoi nell’acqua”.

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