Chi sceglie la Calabria per le vacanze appartiene soprattutto alla Generazione Y (30-44 anni), è diplomato o laureato, con un reddito medio-alto. Viaggia in coppia, predilige il mare ma non disdegna borghi e centri storici. Il voto medio regionale è 8,8/10, più alto della media italiana (8,2). Tuttavia, la spesa pro capite giornaliera resta sotto i livelli nazionali: 53 € per gli italiani e 66 € per gli stranieri, contro 72-80 € in Italia. Un turismo che premia la qualità dell’accoglienza e la ristorazione, ma che chiede più servizi e infrastrutture.
Tutti i dati citati provengono dal “Report di analisi economico-territoriale – Fondo di Perequazione 2023-2024, Sostegno del Turismo”, pubblicato a giugno 2025 dall’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, in collaborazione con Unioncamere ed ENIT. Il documento si basa su: 1.000 interviste a turisti italiani e stranieri in Calabria (primavera 2025); 9.000 interviste a imprese ricettive italiane; analisi delle transazioni su POS e dei flussi degli affitti brevi (AirDNA).
Cosenza, la provincia che cresce
La Sila, i borghi interni e le coste tirreniche fanno di Cosenza la provincia più dinamica della Calabria. L’82% dei turisti sceglie il mare, ma un significativo 68% visita i centri storici, segno di un interesse crescente verso cultura e tradizioni. La soddisfazione complessiva raggiunge 9/10, seconda solo a Reggio Calabria. La spesa media giornaliera si attesta a 64,1 €, sopra la media regionale, con un costo alloggio medio di 33,3 €, che rende l’area competitiva rispetto ad altre province. Gli alloggi in affitto breve sono 5.200 (+10% sul 2023), un segnale di espansione che testimonia la vitalità del mercato.
Pregio: varietà dell’offerta (mare, montagna e borghi). Difetto: collegamenti e infrastrutture di trasporto con le aree interne ancora troppo carenti, che limitano la piena valorizzazione del potenziale.
Reggio Calabria, la regina della soddisfazione
Lo Stretto di Messina, i Bronzi di Riace, il Lungomare Falcomatà e una rete crescente di eventi culturali sono i pilastri che rendono Reggio Calabria la regina della soddisfazione complessiva. Il voto medio è 9,2/10, il più alto in regione. La spesa media giornaliera tocca 89,9 €, con un costo alloggio medio di 38,5 €: cifre che segnalano una clientela disposta a investire nella vacanza. I turisti premiano la cortesia della gente e il rapporto qualità-prezzo, confermando la forza del binomio tra patrimonio culturale e ospitalità.
Pregio: ricchezza paesaggistica e culturale unica, che combina mare, archeologia e tradizione. Difetto: trasporti locali poco efficienti e segnaletica turistica insufficiente, che spesso disorientano il visitatore.
Vibo Valentia, piccola ma “regina dell’ospitalità”
È la provincia più piccola, ma con Tropea, Capo Vaticano e i borghi dell’entroterra si posiziona tra le mete più conosciute e richieste. La spesa media giornaliera è 89,8 €, quasi pari a Reggio Calabria, ma con il costo alloggio più alto della regione (66 €), segno di un chiaro posizionamento “premium”. La soddisfazione complessiva si attesta a 8,3/10, ma Vibo conquista un primato specifico: il 9,2/10 nella voce “cortesia e ospitalità della gente”, il punteggio più alto di tutta la Calabria. Questo la rende a pieno titolo la “regina dell’ospitalità”.
Pregio: autenticità, qualità delle strutture ricettive e capacità di accoglienza che fidelizza i visitatori. Difetto: scarsa diversificazione oltre il balneare e debole promozione internazionale, che rischiano di rendere l’offerta troppo stagionale.
Catanzaro, il tallone d’Achille
La provincia centrale soffre di un evidente deficit di immagine e di attrattività. Solo il 66% dei turisti sceglie il mare, mentre la soddisfazione complessiva si ferma al 7,9/10, il punteggio più basso della regione. La spesa media giornaliera è 81,8 €, con un costo alloggio medio di 47,5 €. Gli alloggi in affitto breve sono 2.700 (+8% sul 2023), ma l’offerta culturale e le attività di intrattenimento faticano a decollare, lasciando il territorio privo di una vera identità turistica.
Pregio: posizione baricentrica, potenzialmente strategica per collegare Ionio e Tirreno.
Difetto: immagine debole, servizi carenti e mancanza di una programmazione di eventi strutturata, che penalizzano la competitività.
Crotone, tra mare e difficoltà
La provincia ionica resta indietro, nonostante un patrimonio naturale e archeologico straordinario. Il 71% dei turisti sceglie il mare, ma la spesa media giornaliera è la più bassa della regione: appena 33 €, con un costo alloggio medio di 31,2 €.
Il voto di soddisfazione è comunque positivo (8,6/10), sostenuto soprattutto dall’ospitalità locale. Gli alloggi in affitto breve sono 1.500 (+21% sul 2023), la crescita più rapida della Calabria, segnale di un mercato che prova a muoversi. Ma restano enormi le criticità infrastrutturali, a partire da collegamenti aerei e ferroviari fragili e servizi turistici carenti.
Pregio: autenticità e prezzi bassi, che rendono la destinazione accessibile. Difetto: infrastrutture turistiche insufficienti e debolezza dei trasporti, che frenano lo sviluppo.
Confronto tra le province: cinque Calabrie diverse
Il report mostra una regione spaccata in cinque identità turistiche ben distinte: Reggio Calabria è la regina della soddisfazione complessiva (9,2/10): mare, cultura e paesaggi vincono, ma i trasporti locali restano un tallone d’Achille. Vibo Valentia si conferma la regina dell’ospitalità (9,2/10), capace di farsi apprezzare dai turisti con cortesia e accoglienza, ma paga la monocultura del balneare. Cosenza cresce con un’offerta variegata (mare, Sila, borghi) e una soddisfazione di 9/10, ma soffre l’assenza di collegamenti efficienti con le aree interne. Catanzaro è la provincia più debole, con il punteggio di soddisfazione più basso (7,9/10): paga il prezzo di un’immagine debole e di servizi poco strutturati. Crotone, nonostante le potenzialità della Magna Grecia e del mare ionico, resta ferma a spesa media da record negativo (33 €), frenata da collegamenti aerei e ferroviari insufficienti.
Una Calabria amata ma incompiuta
La Calabria turistica esce dal report con una reputazione forte sul piano dell’accoglienza e della qualità della vacanza: i turisti si dichiarano soddisfatti, spesso più che in altre regioni italiane. Ma quando si guarda al portafoglio, la spesa resta bassa e frammentata, segno che la regione non riesce ancora a trasformare l’amore in valore economico stabile.
Ogni provincia ha i suoi primati e le sue debolezze: Reggio con la cultura, Vibo con l’ospitalità, Cosenza con la varietà, Catanzaro con la posizione e Crotone con l’autenticità. Ma senza un salto di qualità su servizi, trasporti e promozione internazionale, la Calabria rischia di restare una terra di “mordi e fuggi”, amatissima ma mai davvero scelta come destinazione di lungo periodo.








