21 Ottobre 2026
21 Ottobre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Scaffali vuoti e turni cancellati nei punti vendita, la denuncia della UilTuCS: “Basta scaricare i costi sui dipendenti”

Il sindacato contesta le modifiche improvvise ai turni e l'utilizzo obbligato di ferie e permessi. Chiesto un confronto urgente con le istituzioni

Pubblicità – lnx.calabriasposi.com
Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

La carenza di prodotti nei supermercati calabresi, conseguenza della protesta degli autotrasportatori, rischia di trasformarsi in un problema anche per chi lavora nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO). A lanciare l’allarme è la UilTuCS Calabria, che segnala presunte pratiche aziendali attraverso le quali le difficoltà nella gestione delle merci verrebbero trasferite direttamente sui dipendenti, con conseguenze sugli stipendi e sulle condizioni di lavoro. Secondo il sindacato, le segnalazioni raccolte nelle ultime giornate riguardano punti vendita distribuiti in tutta la regione, da Reggio Calabria a Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Le criticità riferite comprenderebbero uscite anticipate senza retribuzione, turni modificati o annullati a ridosso dell’orario previsto e richieste improvvise di rientro in servizio. Tra le situazioni denunciate figurerebbe anche l’utilizzo obbligato di ferie e permessi retribuiti, come ROL e PAR, per compensare le ore di inattività dovute alla mancanza di prodotti sugli scaffali.

“Il rischio d’impresa non può ricadere sui lavoratori”

La posizione della UilTuCS regionale è netta: le difficoltà logistiche e distributive non possono diventare un motivo per ridurre unilateralmente le retribuzioni o consumare le ferie dei dipendenti. “Chi firma un contratto di lavoro e mette la propria disponibilità e le proprie energie a disposizione dell’azienda ha il sacrosanto diritto di ricevere la retribuzione pattuita”, afferma la Segreteria regionale, contestando quelle che definisce prassi arbitrarie e lesive dei diritti dei lavoratori.

Per il sindacato, la gestione delle conseguenze dello sciopero dei trasporti deve restare in capo alle imprese, senza scaricare sui dipendenti le perdite economiche o i costi organizzativi derivanti dalla riduzione delle forniture. La UilTuCS sottolinea inoltre che le ferie rappresentano uno strumento essenziale per garantire il recupero psicofisico e il tempo da dedicare alla famiglia, non una soluzione da imporre all’improvviso per fronteggiare scaffali vuoti e minori attività nei punti vendita.

Turni modificati e ferie forzate: i richiami alle regole contrattuali

Nel comunicato, l’organizzazione sindacale richiama le norme e le disposizioni contrattuali che, a suo avviso, devono essere rispettate anche durante l’attuale emergenza. In particolare, pone l’accento sul diritto alla retribuzione quando il dipendente si presenta al lavoro o mette regolarmente a disposizione la propria prestazione, ma l’azienda non riesce a impiegarlo per problemi legati alle forniture. Un altro punto riguarda le ferie e i permessi ROL/PAR, che secondo la UilTuCS non possono essere utilizzati come strumenti improvvisati per coprire l’inattività determinata dalle difficoltà operative.

Il sindacato richiama anche le regole sulla programmazione dei turni e sui preavvisi necessari per modificarli, con particolare riferimento alle clausole elastiche e flessibili previste per i rapporti di lavoro part-time. In questo ambito vengono citati il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi e il decreto legislativo 81/2015. Le contestazioni sono rivolte alle aziende della grande distribuzione presenti in Calabria. La UILTuCS chiede che cessino eventuali variazioni unilaterali delle condizioni di lavoro e decurtazioni salariali che ritiene illegittime.

La richiesta ai dipendenti: conservare le comunicazioni scritte

Oltre a rivolgersi alle imprese, la UilTuCS invita lavoratrici e lavoratori a tutelarsi documentando ogni modifica delle proprie condizioni di servizio. Il consiglio del sindacato è di chiedere che le variazioni degli orari, le uscite anticipate e le altre disposizioni siano comunicate in forma scritta o comunque tracciabile. Una precauzione che, secondo l’organizzazione, può contribuire a ricostruire con precisione quanto accaduto e a tutelare le eventuali richieste dei dipendenti. L’obiettivo è evitare che decisioni comunicate soltanto verbalmente producano conseguenze economiche senza lasciare elementi utili per eventuali contestazioni.

Esposti, ricorsi e mobilitazione: il sindacato prepara le contromisure

La UilTuCS Calabria annuncia di aver attivato un sistema di monitoraggio delle situazioni segnalate nei punti vendita della regione. Se le condotte contestate dovessero proseguire, il sindacato si dice pronto a ricorrere agli strumenti di tutela previsti. Tra le iniziative prospettate figurano segnalazioni agli Ispettorati territoriali del lavoro, azioni giudiziarie per il recupero delle somme eventualmente non corrisposte e procedure ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, relativo alla repressione della condotta antisindacale. L’organizzazione intende inoltre chiedere l’apertura urgente di un confronto istituzionale con le autorità competenti e valutare iniziative di mobilitazione sul territorio a sostegno dei dipendenti della grande distribuzione. Il messaggio conclusivo del sindacato è rivolto alle aziende: le difficoltà causate dalla crisi dei trasporti, sostiene, non devono tradursi in una riduzione delle tutele e del reddito di chi lavora.

Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor