I prezzi medi del gasolio continuano a correre in tutta Italia verso la soglia di 2,10 euro al litro. Oggi il diesel si attesta in media a 2,085 euro, ma i valori più alti si registrano in regioni come Bolzano (2,120 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,103), Trento (2,096) e, appunto, Calabria (2,095 euro/litro). La benzina si mantiene su valori inferiori, a 1,760 euro al litro, mentre sulle autostrade il gasolio arriva a 2,144 euro, con la verde a 1,827 euro.
Secondo il Codacons, che elabora quotidianamente i dati forniti dal Mimit, “si tratta di un’escalation senza sosta che ha letteralmente divorato il taglio delle accise varato dal governo”.
Taglio delle accise, ma risparmio minimo
Il risparmio reale rispetto ai prezzi precedenti lo sconto fiscale di 24,4 centesimi è quasi insignificante: “Oggi i listini del gasolio risultano inferiori di appena 1,8 centesimi di euro, con un risparmio effettivo su un pieno di diesel inferiore a 1 euro (0,9 euro per l’esattezza)”, sottolinea il Codacons.
Il messaggio è chiaro: per gli automobilisti, la riduzione fiscale si traduce in un beneficio minimo, insufficiente a contenere gli effetti dell’aumento dei listini.
Rischi per le festività: viaggi in auto sotto pressione
L’associazione dei consumatori lancia l’allarme: “Nei prossimi giorni i listini dei carburanti alla pompa, indipendentemente dalle quotazioni petrolifere, potrebbero salire ulteriormente a causa dei maggiori spostamenti in auto durante le festività”, afferma il Codacons.
La previsione è di una vera e propria stangata di Pasqua, che rende i viaggi in auto in Calabria e in altre regioni un vero e proprio salasso.
Futuro incerto
Mentre i prezzi continuano a crescere, il quadro resta fluido e i consumatori devono fare i conti con una situazione che, secondo gli esperti, potrebbe peggiorare rapidamente, anche indipendentemente dall’andamento internazionale del petrolio.








