Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, ha ufficialmente aperto la Conferenza dei servizi per la variante dell’elettrodotto Maida-Rizziconi nel comune di Polia, nel Vibonese. La decisione scaturisce da un’urgenza infrastrutturale: i nubifragi che hanno colpito la Calabria tra il 18 e il 21 gennaio 2026 hanno innescato un pericoloso movimento franoso a ridosso di un sostegno della linea esistente. Per garantire la continuità del servizio, il gestore ha previsto la delocalizzazione del tracciato al di fuori delle aree a rischio idrogeologico.
I dettagli tecnici e il cronoprogramma
Il progetto, i cui avvisi con le particelle catastali interessate sono già stati pubblicati, prevede un’operazione di chirurgia infrastrutturale mirata:
Nuove installazioni: Realizzazione di tre nuovi sostegni in zone geologicamente stabili.
Dismissioni: Demolizione di tre tralicci dell’attuale tratta minacciata dalla frana.
Tempi: I cantieri apriranno indicativamente a maggio, con l’obiettivo di concludere i lavori ed entro settembre 2026.
L’operazione è circoscritta al territorio di Polia e non comporterà variazioni sul resto della dorsale.
Il ruolo strategico della Maida-Rizziconi
Non si tratta di un semplice collegamento locale. La linea Maida-Rizziconi è una delle principali dorsali elettriche del Mezzogiorno, fondamentale per la stabilità del sistema tra la Calabria meridionale e la Sicilia.
“L’elettrodotto Maida-Rizziconi rappresenta – spiega Terna – una delle principali dorsali della rete di trasmissione elettrica nazionale nel Mezzogiorno e svolge un ruolo strategico per il collegamento tra la Calabria meridionale e la Sicilia, contribuendo alla sicurezza, alla stabilità e alla continuità del sistema elettrico e all’alimentazione dei territori. Fin dalle prime fasi dell’emergenza, Terna ha attivato tutte le necessarie misure di sicurezza e rafforzato i presidi tecnici sul territorio per il monitoraggio costante dell’evoluzione del fenomeno franoso. L’azienda opera in stretto coordinamento con la Prefettura e con le autorità regionali e locali”.
Sicurezza e territorio
L’avvio della Conferenza dei servizi segna il passaggio alla fase operativa di un piano di resilienza che punta a mettere in sicurezza un’infrastruttura vitale. La variante permetterà di “bypassare” il versante instabile, eliminando i rischi connessi all’evoluzione del fenomeno franoso e assicurando l’affidabilità della rete elettrica nazionale nel lungo periodo.








