La guerra in Medio Oriente continua a riflettersi sul costo della vita degli italiani, ma gli effetti dell’inflazione non sono uguali in tutto il Paese. A cambiare è il peso dei rincari da città a città e, secondo l’ultima elaborazione del Codacons sui dati Istat di giugno, la Calabria è tra le regioni più penalizzate sul fronte dei trasporti, con Reggio Calabria e Cosenza ai primi posti della classifica nazionale.
L’associazione dei consumatori ha analizzato l’andamento dei prezzi nei principali comparti maggiormente esposti alle tensioni internazionali – energia, trasporti e alimentari – evidenziando come la crisi geopolitica stia producendo effetti differenti sul territorio.
Trasporti, Calabria maglia nera dei rincari
È il comparto dei trasporti quello che colpisce maggiormente la Calabria. Reggio Calabria registra l’incremento più elevato d’Italia con un +7,1% rispetto a un anno fa, mentre Cosenza segue immediatamente con un +6,6%, ben al di sopra della media nazionale, che a giugno si ferma al +4,7%.
Nella rilevazione del Codacons, dopo le due città calabresi figurano Napoli (+6,6%) e Olbia-Tempio (+5,8%). All’estremo opposto della graduatoria si trovano invece Reggio Emilia (+3%), Parma, Bologna e Venezia (tutte al +3,2%), dove gli aumenti risultano decisamente più contenuti.
Per i cittadini calabresi significa sostenere costi di mobilità in crescita ben superiori alla media italiana, in una regione che già sconta carenze infrastrutturali e una forte dipendenza dal trasporto privato.
Energia, Vicenza guida gli aumenti di luce e gas
Le tensioni internazionali hanno inciso anche sulle bollette. Secondo il Codacons, Vicenza è la città italiana che ha registrato gli aumenti più pesanti per elettricità, gas e altri combustibili, con un incremento del +15,3% rispetto allo scorso anno, contro una media nazionale dell’11,2%.
Seguono Caserta, Padova e Belluno (+14,4%), quindi Udine (+14,3%) e Pordenone (+14,2%). Gli incrementi più contenuti si registrano invece a Teramo (+8,5%), Genova e Reggio Emilia (+8,6%) e a Ravenna e Modena (+8,8%).
Alimentari, Bolzano la più cara, in alcune città i prezzi scendono
Per quanto riguarda i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, il primato dei rincari spetta a Bolzano, dove i prezzi crescono del +3,6% su base annua. Seguono Napoli e Siracusa (+3,5%), quindi Terni e Messina (+3,3%).
Non ovunque, però, il carrello della spesa pesa di più. A Piacenza e Ravenna i prezzi degli alimentari risultano addirittura in lieve calo (-0,1%) rispetto a giugno dello scorso anno, mentre a Firenze restano sostanzialmente invariati.
La fotografia del Codacons
Secondo il Codacons, i settori maggiormente colpiti dagli effetti della guerra in Medio Oriente restano quelli dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari, con aumenti che in alcuni casi raggiungono anche la doppia cifra rispetto allo scorso anno.
La fotografia scattata dall’associazione evidenzia come la Calabria sia oggi una delle aree del Paese dove l’aumento del costo della mobilità pesa maggiormente sulle famiglie, rendendo ancora più gravoso il bilancio domestico in un contesto economico già complesso.











