Il primo conto lo presenta Antonella Grippo, che in tv ha accusato i Cinque Stelle di essersi rifugiati nel silenzio sul caso Flavio Stasi. Elisabetta Barbuto lo respinge. Poi tocca alla consigliera regionale chiedere conto a Roberto Occhiuto delle priorità della Calabria, tra la sanità che arranca e la bonifica del Crotonese ancora da fare.
Adesso che Flavio Stasi ha riacquistato la propria libertà non vi sentite un po’ in colpa per non aver avanzato dei dubbi? Antonella Grippo, qualche sera fa, dalla sua seguita Perfidia ha detto che avete preferito un ipocrita silenzio ad una posizione chiara.
«Nessun senso di colpa, e nessun “silenzio ipocrita”: chi confonde il rigore istituzionale e il garantismo con l’opportunismo dimostra di preferire il chiacchiericcio dei salotti televisivi alla sobrietà che la politica dovrebbe sempre mantenere. Il Movimento 5 Stelle ha rotto il silenzio con una nota ufficiale netta e condivisa, che rispecchia esattamente il nostro modo di intendere le istituzioni. Sulla vicenda non c’è mai stata alcuna ignavia, ma la volontà di non fare speculazioni e di attendere che parlassero i fatti, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle garanzie costituzionali.
Come avvocato prima ancora che come politica, credo fermamente nel garantismo. Oggi i fatti hanno dato ragione alla trasparenza: la scelta di Flavio di offrire piena disponibilità e di collaborare apertamente con la magistratura inquirente (a differenza da chi si trincera dietro la polemica politica o fugge dai processi), unita alla memoria difensiva scritta di suo pugno con la messa in fila di 7 anni di atti amministrativi e di provvedimenti durissimi contro la criminalità organizzata, ha dimostrato con evidenza la linearità e la correttezza del suo operato.
Questo epilogo conferma che la scelta di offrire piena collaborazione e di difendersi carte alla mano era quella giusta. Ora Stasi ha riacquistato la propria libertà ed è tornato nel pieno delle sue funzioni di sindaco, e noi siamo felici che questa dolorosa vicenda si stia avviando verso il definitivo chiarimento. Semmai dovrebbero farsi un esame di coscienza coloro che preferiscono la gogna mediatica e la sentenza sommaria al rigore della verità.»
Glielo chiedo perchè lei , a differenza di qualche sua e suo collega specializzato nelle supercazzole, sa regalare spunti di chiarezza: prima delle elezioni parlamentari, non sarebbe opportuno cambiare qualcosa al vostro interno, magari mettere un nuovo leader in Calabria , anche per dare ai cittadini l’idea di una forza allergica alle rendite di posizione?
«La ringrazio per l’attestato di stima sulla chiarezza. Quanto alla leadership e ad un eventuale cambio dei vertici in Calabria, rispondo con il pragmatismo che la situazione impone, soprattutto a ridosso di un appuntamento elettorale fondamentale come le prossime elezioni politiche. In una terra come la nostra, dove il radicamento territoriale è una conquista quotidiana e complessa, azzerare o mettere in discussione i punti di riferimento adesso sarebbe un errore rischioso sotto il profilo organizzativo.
Bisogna anche ricordare come funziona il Movimento 5 Stelle: nel nostro Statuto e nei nostri regolamenti, la designazione dei coordinatori regionali e provinciali avviene a opera del Presidente Giuseppe Conte, che individua la squadra poi approvata dal Consiglio nazionale, previa consultazione dei gruppi territoriali e con il contributo della vice presidente vicaria. La recente conferma da parte degli iscritti della linea e della leadership di Conte ha sancito implicitamente anche la validità e la continuità del lavoro svolto dai rappresentanti territoriali – penso al lavoro che sta svolgendo Anna Laura Orrico a livello regionale e, nel mio piccolo, al lavoro che porto avanti come coordinatrice per la provincia di Crotone. Il rinnovamento non si fa con i cambi di targa estemporanei, ma facendo squadra, valorizzando chi è sul campo e dando continuità a un progetto politico serio.»
Parliamo del prodotto politico dell’opposizione alla giunta regionale, che secondo me è molto meglio di quella passata. Eppure c’è ancora qualche problema di coordinamento. Battaglie importanti come quella che sta portando avanti De Cicco sull’Aterp fanno registrare un tasso di omertà spaventoso. Alcuni suoi colleghi richiesti nel merito di una valutazione han fatto orecchie da mercante..
«Rispetto al passato c’è una maggiore vivacità nonostante l’ottimo lavoro svolto da Davide Tavernise nella scorsa legislatura. L’opposizione in questa legislatura è, nei fatti, molto salda e compatta. Se a volte può sembrare che vi siano sfumature diverse, è un fatto del tutto fisiologico: proveniamo da sensibilità e forze politiche differenti, ma abbiamo una bussola comune e un obiettivo chiarissimo: fare un’opposizione seria, intransigente a questo governo e, soprattutto, avanzare soluzioni concrete per il bene della Calabria.
Le narrazioni del presidente Occhiuto a inizio legislatura, secondo cui la minoranza sarebbe stata priva di idee o di proposte, vengono smentite ogni giorno dai fatti: noi produciamo atti, proposte di legge, mozioni e visioni alternative in Consiglio regionale. Il vero problema, casomai, è che spesso è la maggioranza a blindare i lavori e a non voler dare il giusto spazio istituzionale alle nostre proposte.
Sul tema cruciale dell’Aterp e dell’abitare, la nostra azione è corale e a tutto campo: basti pensare alla recente interrogazione della collega Elisa Scutellà, che ha giustamente acceso i riflettori sugli oltre 80 milioni di euro di canoni non riscossi e sulla grave carenza di personale che paralizza l’ente, chiedendo risposte e interventi urgenti alla Regione.
Ma non ci limitiamo alla denuncia o alla polemica sterile, entriamo anche nel merito con provvedimenti strutturati. Proprio su questo fronte ho depositato una specifica proposta di legge regionale dedicata alla “Promozione, sostegno e integrazione socio-sanitaria della condivisione abitativa volontaria in età matura (Coabitazione solidale)”. È una misura pensata per contrastare la solitudine e l’isolamento degli over 65, valorizzando e ottimizzando il patrimonio edilizio esistente — compresi gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e della stessa ATERP — e mettendoli a sistema con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) e i Comuni attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali. Il tutto a costo zero per le casse regionali, sfruttando in modo intelligente e mirato i fondi europei e nazionali già programmati. Questa è la nostra opposizione: rigore nei controlli e visione progettuale per i calabresi.»
Sui sottosegretari avete giocato una gran partita. Lei crede che questo assetto di minoranza potrebbe approfittare di eventuali distrazioni del presidente della regione, attualmente impegnato a completare la maratona per la conquista di Fi?
«Le ambizioni romane o di partito del presidente Occhiuto non mi interessano sul piano personale, ma mi preoccupano molto sul piano istituzionale. La Calabria non può permettersi un presidente part-time, distratto dalle dinamiche congressuali o nazionali di Forza Italia, mentre la sanità continua a franare, i trasporti restano un’utopia e i fondi rischiano di essere sprecati. Se la maggioranza è distratta dai propri giochi di potere, il nostro compito non è “approfittatene” cinicamente, ma inchiodare il governo regionale alle sue responsabilità di fronte ai calabresi. I cittadini non vogliono l’ennesima polemica politica: vogliono risposte concrete sui problemi quotidiani.»
Giorni fa il suo collega Nicola Irto subiva una pur deplorevole aggressione verbale da parte di chi denunciava il silenzio sulla bonifica del crotonese, un tema su cui si registra, al contrario, un disimpegno fragoroso. Che ne pensa?
«Innanzitutto condanno fermamente qualsiasi forma di aggressione, verbale o fisica: la violenza non è mai uno strumento politico e non è così che si difende il territorio. Detto questo, però, non possiamo fermarci alla condanna di facciata o fare finta di nulla di fronte al dramma che c’è dietro. La bonifica del crotonese è una ferita aperta e sanguinante, un’indecenza ambientale e sociale che dura da troppi anni tra rimpalli di responsabilità, inerzia e silenzi assordanti delle istituzioni ad ogni livello. Se i cittadini del Crotonese – una terra che conosco profondamente e che porto nel cuore – perdono la pazienza e arrivano alla rabbia, la politica ha il dovere di interrogarsi e fare un esame di coscienza. Il disimpegno su questa vertenza è stato fragoroso, e chi rappresenta le istituzioni ha il dovere morale di rimettere la bonifica al centro dell’agenda politica regionale e nazionale, senza se e senza ma.
Tuttavia, bisogna fare un’operazione di verità: se è vero che la politica in generale ha mostrato troppe volte inerzia, è altrettanto vero che non tutti i rappresentanti istituzionali si muovono allo stesso modo. Sul SIN di Crotone – Cassano – Cerchiara io non sono rimasta in silenzio, anzi: ho fatto approvare all’unanimità in Consiglio Regionale una mia mozione specifica per garantire la sorveglianza sanitaria gratuita ai residenti. E poiché la burocrazia tende a insabbiare le buone intenzioni, ho recentemente depositato un’interrogazione per chiedere conto dei ritardi della Giunta e pretendere l’attivazione dei fondi statali per gli screening sanitari nei SIN.
Non solo, di fronte alla recente e pericolosissima sentenza del TAR Calabria che rischia di riaprire la strada a una discarica per rifiuti pericolosi e radioattivi (Tenorm con amianto) a Crotone, ho chiesto con forza al presidente Occhiuto di difendere senza tentennamenti il vincolo del PAUR del 2019, ricorrendo al Consiglio di Stato. La rabbia dei cittadini va compresa e tradotta in azioni di lotta dura nelle istituzioni. Crotone ha già pagato un prezzo inaccettabile in termini di salute e vite umane: pretendiamo screening gratuiti e una bonifica vera, che porti i rifiuti fuori dalla Calabria, senza sconti per nessuno.»














