Intervenire più rapidamente quando si verifica un’emergenza ambientale, rafforzare i controlli sul mare e mettere a disposizione dei cittadini informazioni chiare e comprensibili. Sono queste le priorità portate dall’ Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria, a Ecomondo 2026, la manifestazione dedicata alla sostenibilità e alle tecnologie ambientali che si è svolta dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini. Due gli appuntamenti ai quali ha partecipato l’Agenzia nell’ambito del programma istituzionale di ISPRA e del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), con un confronto sulle procedure di emergenza e sulle nuove tecnologie per il monitoraggio delle acque marine.
Emergenze ambientali, Arpacal chiede interventi più rapidi e maggiore coordinamento
Il primo appuntamento si è svolto il 4 novembre, durante la presentazione del secondo Rapporto sulle attivazioni del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente in emergenza, relativo ai dati del 2025.
Alla tavola rotonda ha preso parte il direttore generale di Arpacal, Michelangelo Iannone, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rendere più efficiente e tempestiva la risposta delle agenzie ambientali davanti a situazioni di rischio.
Incendi, sversamenti di sostanze inquinanti e incidenti ambientali richiedono infatti valutazioni immediate, competenze specialistiche e dati attendibili per consentire alle autorità competenti di adottare le decisioni necessarie.
Secondo l’impostazione illustrata da Iannone, uno degli aspetti fondamentali è la definizione di procedure operative chiare, accompagnate da un raccordo stabile tra gli enti coinvolti. L’obiettivo è superare eventuali difficoltà di coordinamento, uniformare i modelli organizzativi e rafforzare la collaborazione istituzionale nella gestione delle emergenze.
Il confronto nazionale tra le Agenzie ambientali: prevenzione e dati affidabili
La discussione ha coinvolto i vertici di diverse Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. Insieme a Michelangelo Iannone sono intervenuti Donato Ramunno, direttore generale di ARPA Basilicata e vicepresidente del SNPA, Fabio Cambielli di ARPA Lombardia, Paolo Ferrecchi di ARPAE Emilia-Romagna e Vito Bruno di ARPA Puglia.
Al confronto, moderato da Cristina Pacciani di ISPRA, hanno partecipato anche Fabrizio Penna, direttore generale di ISPRA, Massimo Camprini, direttore generale dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, e Claudio Numa, direttore del Centro nazionale per le crisi, le emergenze ambientali e il danno di ISPRA.
L’incontro è stato aperto dai saluti della presidente ISPRA-SNPA, Maria Alessandra Gallone, mentre la presentazione dei dati è stata affidata a Elisa Nardi, responsabile dell’Area Emergenze ambientali sulla terraferma e coordinatrice della Rete tematica sulle emergenze ambientali di ISPRA.
Dal confronto è emersa una priorità condivisa: ridurre i tempi di attivazione e migliorare il coordinamento tra le istituzioni, affinché le informazioni raccolte dalle agenzie possano arrivare rapidamente alle autorità chiamate a gestire le situazioni critiche.
Tutela del mare, la Calabria presenta droni acquatici e laboratori mobili
Il secondo appuntamento, organizzato il 5 novembre con il titolo “Trasparenza e nuovi mezzi per monitorare il mare”, ha posto al centro la qualità delle acque di balneazione e gli strumenti utilizzati per approfondire le criticità ambientali.
In questa occasione, Arpacal ha illustrato l’esperienza maturata in Calabria attraverso controlli aggiuntivi che integrano le attività ordinarie di monitoraggio.
Tra le tecnologie presentate figurano i droni acquatici, i laboratori mobili, le analisi chimiche e le osservazioni microscopiche, strumenti che consentono di acquisire ulteriori elementi utili alla conoscenza dei fenomeni ambientali e all’individuazione delle possibili criticità.
Si tratta di attività che affiancano il lavoro degli operatori sul campo, contribuendo ad approfondire le condizioni delle acque e a migliorare la capacità di osservazione e valutazione dei fenomeni che interessano il mare.
Per una regione come la Calabria, caratterizzata da un’estesa fascia costiera, il tema della tutela del mare rappresenta un ambito particolarmente rilevante per l’ambiente, i cittadini e le attività legate al territorio.
Iannone: “I risultati dei controlli devono essere comprensibili ai cittadini”
Nel corso dell’incontro, moderato da Chiara Bolognini di ISPRA, il direttore generale Michelangelo Iannone ha evidenziato anche un altro aspetto del lavoro delle agenzie ambientali: la necessità di rendere accessibili e comprensibili i risultati delle attività di controllo.
Non basta, infatti, raccogliere dati e svolgere analisi. È altrettanto importante che le informazioni possano essere consultate e comprese dai cittadini, attraverso una comunicazione capace di spiegare il significato dei risultati e il loro rapporto con le condizioni ambientali.
La trasparenza dei dati sulla qualità del mare diventa così parte integrante dell’attività istituzionale, insieme al monitoraggio scientifico e agli accertamenti tecnici.
Un’impostazione che punta a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, favorendo una conoscenza più approfondita delle condizioni ambientali e delle attività svolte per la loro tutela.
Dalla Calabria al confronto nazionale: le priorità per la protezione ambientale
La partecipazione di ARPACAL a Ecomondo 2026 ha rappresentato un’occasione per condividere con le altre agenzie italiane le esperienze maturate sul territorio calabrese e confrontarsi sulle prospettive di miglioramento del sistema dei controlli.
Tre le direttrici emerse dagli incontri: rafforzare il coordinamento nelle emergenze ambientali, sviluppare ulteriormente l’impiego delle nuove tecnologie di monitoraggio e rendere più facilmente accessibili le informazioni ambientali.
L’obiettivo è costruire un sistema capace di rispondere con maggiore efficacia alle situazioni di rischio, mettendo a disposizione delle istituzioni dati tempestivi e affidabili.
Dalla gestione degli incendi e degli sversamenti alla sorveglianza delle acque di balneazione, la sfida indicata dall’Agenzia calabrese è quella di coniugare innovazione tecnologica, competenze scientifiche e comunicazione pubblica. Un percorso che punta a rafforzare la tutela dell’ambiente e del mare in Calabria, contribuendo allo stesso tempo all’evoluzione del sistema nazionale di protezione ambientale.














