20 Ottobre 2026
20 Ottobre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Lega in Calabria, il sì a Salvini ha un prezzo: via Sudano-Durigon e basta commissari

Un solo assessore malgrado l’accordo sui due posti in giunta, la guida di Sorical perduta e i malumori sull’Aterp. Al congresso di Milano il Carroccio calabrese arriva con meno truppe e parecchie rivendicazioni

Pubblicità – lnx.calabriasposi.com
Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Il Carroccio calabro è pronto per partire alla volta del Nord, direzione Milano, dove questo fine settimana si celebrerà il congresso nazionale leghista che, salvo improbabili colpi di teatro, dovrebbe riconsegnare il partito a Salvini, il quale lo aveva a sua volta consegnato giorni fa in condizioni non proprio eccezionali.

È un carro meno affollato rispetto ad altre epoche. L’effetto Vannacci lo ha privato di un bel po’ di umanità, visti i tanti opportunistici transiti nei ranghi del generalissimo, ma il partito più anziano tra quelli attualmente presenti in Parlamento paga soprattutto quattro anni di minoranza nella maggioranza di cui è parte.

Il Capitano degradato a furiere

Invero, poco o nulla di quanto proposto dal Capitano, degradato a furiere dagli ultimi risultati elettorali, è stato realizzato. Dalle pensioni alla politica estera, passando per le politiche fiscali e l’auspicata stretta sugli extra profitti dei colossi nei vari campi, Salvini ha inciso poco e male. E questo lo hanno colto anche i sostenitori calabresi che pure hanno permesso alla Lega, nelle ultime tre legislature regionali, di eleggere consiglieri e quindi di ottenere cariche commisurate al proprio peso, non sempre peraltro date a gente che le meritasse. In questo Salvini è stato disastroso e al contempo generoso, basti vedere come si sono volatilizzati certuni salviniani fino alla curva, dopo aver perso potere.

Il patto sbiadito e il secondo assessore che non c’è

Avrà imparato il Capitano la lezione calabra o continuerà ad ‘abbiverare carduni’? E ancora, continuerà ad essere mollo o pretenderà rispetto dal governatore della Calabria? Ricordiamo, al riguardo, che il Carroccio – a fronte dei suoi eletti nelle consultazioni dello scorso autunno, Mattiani, Mancuso, Greco e il ripescato Bevilacqua – si trova con un solo assessore, con i gradi di vicepresidente certo, ma è sempre un solo membro in quota leghista, mentre l’accordo nazionale tra il ministro-segretario e il governatore prevedeva due salviniani nell’esecutivo. Prevedeva, appunto, perché di quel patto oggi pare rimanga solo un ricordo sbiadito.

E non solo per colpa della modifica statutaria oggetto di continui rimpalli ricorsistici, ma perché la Lega in fondo in fondo il secondo posto non lo richiede con il necessario vigore, anche perché – questo va detto – non c’è un nome sul quale convergano tutte le anime. E allora, se tu non pretendi con una voce sola, oppure deleghi altri a fornire al presidente profili ‘bimbominchieschi’, “quello giustamente si strafotte di te”, chiosano i conoscitori di cose verdi.

Il conto per Salvini: via Sudano-Durigon e un congresso vero

Gli stessi sono altresì pronti a scommettere che i leghisti di Calabria più influenti non regaleranno nulla a Salvini. Il loro appoggio ci sarà, ma a patto che, un attimo dopo aver incassato la riconferma, il vice premier allontani il duo Sudano-Durigon dalla gestione partitica calabrese, ritenuta da più parti inconcludente. Altra condizione: la convocazione di una assise congressuale democratica per eleggere un segretario vero e quindi rompere con la immonda tradizione dei commissari pasticcioni, buoni solo ad aumentare il tasso di litigiosità interna.

Sorical e Aterp, la partita del sottogoverno

Tertium, il sottogoverno regionale, che non è meno importante di quello classico. Anche lì la Lega è stata letteralmente presa per i fondelli, avendo perso la guida del colosso Sorical e con essa la faccia, dato che la stessa è andata addirittura ad un esponente di tradizioni dem. Tra l’altro sui vertici della summenzionata società si registra una verifica, tuttora in atto in ambito Anac, stimolata da un sindaco che non ne ha condiviso il sistema di nomina, vedremo come andrà a finire. E poi c’è la richiesta di una svolta nel vertice “leghista” dell’Aterp che però a varie anime ‘verdi’ non piace per nulla, “ma piace tanto ad altri ambienti di centrodestra più presidenziali”, malignano le gole, sempre di colore verde tantum.

Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor