C’è una parola che torna più volte nel ragionamento di Enzo Bruno: poltrone. E non è casuale. Il consigliere regionale punta il dito contro quella che definisce una “iper produzione di incarichi” nella legislatura in corso, individuando nella proposta di legge sul garante regionale per il sovraindebitamento e la crisi d’impresa l’ennesimo tassello di un sistema che, a suo dire, crea ruoli senza sostanza più che risposte concrete.
E che cos’è una supercazzola?
“Magari! È una legge che crea un’altra poltrona, non un sistema. Il provvedimento istituisce una figura monocratica nominata dalla maggioranza consiliare con voto a maggioranza assoluta. Se dà uno sguardo al disegno numero 64 discusso in prima commissione, non ci sono meccanismi di proposta plurale; non v’è coinvolgimento delle categorie economiche o degli ordini professionali, senza audizioni obbligatorie preliminari. Risultato? La creazione di una carica fiduciaria mascherata da organo indipendente, con una indennità da dirigente pubblico e nessun reale potere sanzionatorio”.
Insomma, il sistema istituzionale calabrese guadagna un’altra carica fondamentale..
“Guardi, lasci stare, sono indignato. Mi verrebbe da chiedere: chi si intende nominare, e perché il profilo è costruito su misura?”
Che fa, Bruno, si sostituisce al giornalista facendo lei le domande?
“Floro, non scherziamo, guardi che la situazione è seria. In pratica, il Garante presenta una relazione annuale (art. 10) ma non è previsto alcun meccanismo di revoca per inadempimento, nessuna valutazione delle performance, nessun controllo sostanziale. Cinque anni di mandato rinnovabili una sola volta significano potenzialmente dieci anni di incarico senza meccanismi di verifica dell’operato effettivo”.
Lei in prima commissione ha detto che questa figura, tra le altre cose, rappresenta una duplicazione inutile di funzioni già esistenti, perché?
“Le funzioni attribuite al Garante sono già in parte svolte da soggetti esistenti: gli organismi di composizione della crisi per il coordinamento delle procedure; le Camere di Commercio per il supporto alle imprese in crisi; lo Sportello del Consumatore per le famiglie sovrindebitate; lo stesso Difensore Civico Regionale per le segnalazioni di disfunzioni amministrative. La PDL non spiega perché queste strutture siano inadeguate e non propone il loro potenziamento, preferendo creare un nuovo ente. Questa scelta è contraria ai principi di spending review e razionalizzazione della spesa pubblica che la stessa maggioranza dichiara di perseguire. La relazione illustrativa cita genericamente la diffusione del sovraindebitamento in Calabria, ma non fornisce alcun dato regionale specifico: numero di procedure attivate, Tribunali coinvolti, OCC operativi sul territorio, tasso di accesso degli indigenti. Una proposta di legge seria su un fenomeno reale dovrebbe partire da un’analisi del contesto. L’assenza di dati è l’assenza di una politica: è marketing politico!”
Senza voler entrare troppo nei tecnicismi, anche sul lato della compatibilità normativa, lei ha ravvisato più di una criticità, o no?
“Altroché, c’è un’invasione della competenza esclusiva statale (art. 117, comma 2, lett. l Cost.). La proposta introduce una figura con funzioni che, nella sostanza, si sovrappongono a materie di competenza esclusiva statale: la Carta costituzionale riserva allo Stato la competenza esclusiva su ‘giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale’. Le procedure di sovraindebitamento e crisi d’impresa sono disciplinate dal D.Lgs. 14/2019 (CCII) e sono procedure di natura giurisdizionale o para-giurisdizionale, che si svolgono davanti ai Tribunali e coinvolgono gli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) iscritti in albi ministeriali. La relazione illustrativa tenta di schivare il problema dicendo che il Garante svolge solo funzioni di ‘coordinamento e monitoraggio’, ma l’art. 3 della proposta di legge regionale prevede esplicitamente che il Garante ‘procede con eventuali segnalazioni al competente Ministero di Grazia e Giustizia riguardanti disfunzioni operative dei Gestori e degli Organismi di composizione della crisi’. Insomma un conflitto con il riparto costituzionale”.






