× Sponsor
12 Marzo 2026
7.4 C
Calabria
spot_img

‘Ndrangheta nel Crotonese, il gup rinvia a giudizio l’ex sindaco di Casabona Francesco Seminario

Si tratta di un’indagine della Dda di Catanzaro su presunte interferenze della cosca Tallarico nella vita amministrativa del Comune. Il processo inizierà il 12 marzo a Crotone

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

L’ex sindaco di Casabona, Francesco Seminario, a processo. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare Mario Santoemma, che ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore antimafia Pasquale Mandolfino nell’ambito dell’inchiesta “Nemesis” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
La decisione riguarda anche gli altri imputati coinvolti nel procedimento: per tutti, il dibattimento prenderà il via il 12 marzo davanti al Tribunale di Crotone.

L’operazione “Nemesis” e il Comune commissariato

L’indagine “Nemesis” è scattata il 4 ottobre 2024, con l’esecuzione di dieci misure cautelari da parte dei carabinieri. L’inchiesta ha avuto un impatto diretto sull’ente locale, portando al commissariamento del Comune di Casabona per presunte ingerenze della cosca Tallarico nell’attività amministrativa. Secondo la ricostruzione della Dda, al centro del fascicolo ci sarebbe un presunto accordo politico-mafioso finalizzato a condizionare la gestione dell’ente e, prima ancora, l’esito delle elezioni comunali.

Le elezioni del 2021 e l’ipotesi di un patto elettorale

Gli inquirenti sostengono che Francesco Seminario, eletto sindaco nell’ottobre 2021 con la lista di centrosinistra “Ripartiamo”, avrebbe stretto un’intesa con esponenti della ’ndrina Tallarico per ottenere sostegno elettorale. La Dda ha ribadito in udienza preliminare che il clan avrebbe procurato “voti al candidato a sindaco Seminario” e “alla sua lista elettorale”, come riportato negli atti dell’accusa illustrati dal pm Mandolfino. Un’ipotesi che, secondo l’accusa, coinvolgerebbe anche l’allora assessore Anselmo De Giacomo, indicato come parte del presunto accordo criminale.

Le presunte utilità e i favori contestati

Sempre secondo l’impianto accusatorio, l’ex sindaco e altri amministratori locali si sarebbero messi “a disposizione” della cosca, garantendo una serie di benefici concreti. Tra questi figurano l’assunzione di Giuseppe Pullerà nella società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani, il via libera alla ditta Edil Tallarico di Ludovico Tallarico a operare nelle aree Pip nonostante la decadenza dei titoli, e il reclutamento in ambito comunale di un familiare riconducibile alla famiglia del boss Carlo Mario Tallarico. Nel fascicolo compare anche un episodio risalente al 2022, in cui i Tallarico avrebbero beneficiato di aiuti per eludere i controlli dei carabinieri sull’utilizzo illecito di acqua.

Il precedente del Tribunale del riesame

La posizione di Seminario era già stata esaminata dal Tribunale del riesame di Catanzaro, che nel giugno scorso aveva annullato la misura cautelare nei suoi confronti. In quell’occasione, i giudici avevano escluso la sussistenza di un’intesa criminale con la cosca Tallarico, richiamando errori di trascrizione delle intercettazioni da parte della polizia giudiziaria e ritenendo non sufficientemente fondate le accuse di collusione mafiosa. La Dda, tuttavia, ha mantenuto ferma la propria linea, riproponendo le contestazioni in sede di udienza preliminare.

I reati ipotizzati e le posizioni contestate

Nel procedimento vengono contestati, a vario titolo, reati che vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa al voto di scambio politico-mafioso, con aggravanti legate alla finalità mafiosa. Oltre a Seminario e De Giacomo, risultano rinviati a giudizio anche altri ex amministratori comunali, presunti intermediari e soggetti ritenuti vicini alla cosca Tallarico. Il quadro accusatorio complessivo si articola in più capi d’imputazione, che ora saranno vagliati nel contraddittorio dibattimentale.

Le difese e la linea degli avvocati

I difensori degli imputati hanno già fatto sapere che contesteranno l’impianto accusatorio, richiamando i precedenti favorevoli maturati in sede cautelare. In particolare, per Francesco Seminario e Anselmo De Giacomo, le difese sottolineano che il Tribunale del riesame e il gip avevano già espresso valutazioni critiche sulla tenuta delle accuse più gravi, ribadendo l’assenza, allo stato, di prove definitive su un patto illecito. Sarà ora il processo a stabilire se le ipotesi della Dda troveranno conferma nel giudizio di merito.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE