× Sponsor
29 Aprile 2026
29 Aprile 2026
spot_img

Appalti e sanità, l’ombra delle influenze: nove richieste di rinvio a giudizio. C’è anche l’ex consigliere regionale Aiello

La Procura di Palermo chiede il processo anche per Totò Cuffaro. Al centro concorsi sanitari e appalti pubblici. Udienza preliminare fissata per l’8 maggio

spot_img

La Procura di Palermo stringe il perimetro dell’indagine e deposita nove richieste di rinvio a giudizio nel procedimento che coinvolge l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro. Sarà il Gup Ermelinda Marfia a valutare le posizioni nell’udienza preliminare già calendarizzata per l’8 maggio.

Cuffaro, attualmente agli arresti domiciliari dallo scorso ottobre, è indicato come il principale imputato in un fascicolo che, nel corso dei mesi, ha visto una significativa riduzione delle contestazioni iniziali. Il lavoro della Procura, coordinato dal pm Gianluca De Leo e istruito dal collega Andrea Zoppi, si è progressivamente concentrato su ipotesi ritenute più solide anche alla luce delle decisioni del Tribunale del riesame.

Concorsi sanitari sotto accusa: le ipotesi di corruzione

Uno dei capitoli centrali riguarda il presunto aggiustamento di un concorso pubblico per la stabilizzazione di operatori sociosanitari. In questo filone, oltre a Cuffaro, la Procura contesta il reato di corruzione a figure legate al sistema sanitario palermitano.

Tra questi compaiono l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti, anch’egli ai domiciliari, il primario del Trauma Center Antonio Iacono, e Vito Raso, storico collaboratore ed autista dell’ex governatore.

Secondo l’impostazione accusatoria, ancora tutta da verificare nel contraddittorio processuale, vi sarebbe stato un intervento illecito per orientare l’esito della procedura concorsuale.

Appalti e servizi: il filone siracusano

Un secondo segmento dell’inchiesta si concentra sugli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa. Qui l’ipotesi contestata è quella di traffico di influenze illecite, con al centro una rete di rapporti tra ex dipendenti e collaboratori di una società privata.

Le richieste di rinvio a giudizio coinvolgono Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello – già consigliere regionale in Calabria – e Roberto Spotti, indicato come legale rappresentante della società. Compare inoltre Sergio Mazzola, imprenditore originario di Belmonte Mezzagno e titolare della Euroservice srl.

L’ipotesi accusatoria descrive un sistema di intermediazione volto a incidere sull’assegnazione e sulle condizioni economiche degli appalti pubblici.

La posizione di Saverio Romano verso l’archiviazione

Si avvia invece verso l’archiviazione la posizione del deputato nazionale Saverio Romano, esponente di Noi Moderati. L’ufficio inquirente aveva richiesto l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che lo riguardavano, ma la Camera dei deputati ha negato il via libera.

Resta tuttavia aperto un segmento separato che riguarda Sergio Mazzola, per il quale si procede autonomamente anche in relazione ai rapporti con Romano. Secondo l’accusa, l’Asp avrebbe favorito, su input politico, un aumento del valore delle prestazioni per la società Dussmann, che si sarebbe poi rivolta alla Euroservice.

Dalle accuse iniziali al vaglio del giudice

Le contestazioni formulate a novembre erano più ampie, ma i successivi ricorsi al Riesame e le relative pronunce hanno portato la Procura a ridimensionare il quadro accusatorio, mantenendo i capi ritenuti più robusti sotto il profilo probatorio.

L’udienza preliminare dell’8 maggio rappresenterà il primo banco di prova per verificare la tenuta delle accuse e stabilire se i nove indagati dovranno affrontare il processo. Le posizioni restano, allo stato, tutte da accertare nel merito.

La posizione di Dussmann: “Totale estraneità ai fatti”

Dussmann Service interviene, ribadendo la propria totale estraneità ai fatti oggetto dell’inchiesta della Procura di Palermo. In una nota, l’azienda evidenzia come gli elementi emersi finora escludano in modo netto qualsiasi beneficio, diretto o indiretto, a proprio favore.

A sostegno di questa posizione, Dussmann sottolinea che “la gara in questione non è stata aggiudicata alla società, essendo stata successivamente annullata in autotutela”. Una decisione, si precisa, già ricondotta dal Tribunale del Riesame e dal gip alla presenza di elementi indiziari relativi a un presunto intervento dei commissari in favore della società Pfe S.p.A.

L’azienda evidenzia inoltre “di non aver tratto alcun vantaggio dalla vicenda, anche alla luce del fatto che la propria offerta tecnica non è stata premiata dall’Asp di Siracusa, che ha invece attribuito il punteggio massimo proprio a Pfe, come riportato nei verbali di gara”.

Dussmann chiarisce infine che “nessun atto relativo alle indagini è mai stato notificato alla società, ribadendo al contempo piena fiducia nell’operato della magistratura”. L’azienda conclude richiamando il proprio impegno costante nel rispetto di rigorosi standard etici, trasparenza e conformità normativa, in linea con il Codice di Condotta e le policy internazionali di Compliance & Integrity del gruppo.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img