9 Settembre 2026
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Aste truccate a Catanzaro, l’orologio spostato indietro e l’assegno irregolare: il ruolo del presidente del collegio sindacale dell’Amc

Un'offerta fuori tempo massimo e una cauzione regolarizzata dopo otto giorni avrebbe favorito la società di Abramo. Il gip per La Salvia ha respinto la misura cautelare

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Un orologio spostato indietro di 36 minuti e un assegno “aggiustato”. Sarebbe bastato questo per l’aggiudicazione di un capannone di 2.220 metri quadri in Viale Magna Graecia a Catanzaro, con prezzo base di 423.045 euro, offerta minima di 317.284, una cauzione del 10% pari a 31.730 con rialzo del 5%. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato il gip distrettuale Andrea Odierno a disporre 5 misure cautelari in un’indagine che conta 54 indagati tra imprenditori, professionisti e ‘ndranghetisti (NOMI). Protagonisti della vicenda l’imprenditore Danilo Abramo, titolare di fatto della Grd Immobiliare srl per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari e il professionista Fabio La Salvia delegato alla vendita senza incanto dal Tribunale nella procedura esecutiva in questione, attualmente presidente del collegio sindacale di Amc Spa, l’azienda per la mobilità della città di Catanzaro. Il termine perentorio per la presentazione delle offerte? 4 maggio 2021 ore 12 a pena di inefficacia.

Le conversazioni spiate e il falso

Ma per gli uomini della Guardia di finanza qualcosa non quadra: spiano le conversazioni tra i due e dagli esiti delle conversazioni intercettate, notano che Abramo contatta La Salvia per chiedergli di incontrarsi nel pomeriggio, con una certa urgenza visto che l’asta sarebbe scaduta e il delegato lo tranquilla dicendogli di non preoccuparsi. Una telefonata che si conclude dopo le 12, termine ultimo dell’offerta. E in un’altra intercettazione, che evidenzia il tono colloquiale, amichevole tra i due : “...sì, sì, vabbè, ora con te figurati… eh…”. Dalla documentazione di gara risulta che l’offerta è stata depositata alle 11.40. Venti minuti prima della scadenza. Quindi apparentemente valida. Una contraddizione evidente tra i dialoghi intercettati tra i due indagati e quanto risulta nelle carte. Per la Dda è falso ideologico in atto pubblico quello in cui sarebbe incorso La Salvia, pubblico ufficiale, in concorso morale con Abramo beneficiario del falso. Il delegato alla vendita immobiliare avrebbe alterato il verbale dando atto che la domanda era stata depositata nei termini, mentre la verità sarebbe stata tutt’altra.

Il trucco della cauzione

E questo non sarebbe stato l’unico trucco utilizzato per l’acquisto del capannone. C’è anche il “giallo sulla cauzione”. Per partecipare servivano 31.730 euro. La Grd presenta un assegno circolare di importo pari a 15.865 euro, metà cauzione, erroneamente compilato nella parte relativa al beneficiario. La banca lo rifiuta, non lo ammette all’incasso e doveva essere questa un’esclusione automatica. Invece La Salvia accetta il titolo di credito e i due si accordano per la sostituzione, che viene effettuata solo il 12 maggio 2021: otto giorni dopo la scadenza del termine verrà regolarizzata l’emissione dell’assegno circolare contenente la provvista per la cauzione. Secondo l’impianto accusatorio sussiste la violazione della par condicio sottesa alla competizione pubblica, in quanto la presentazione dell’offerta oltre il termine determina un vantaggio indebita per l’offerente, “facoltizzato a partecipare la gara benché la relativa offerta fosse inefficace”. Inoltre, un ulteriore profilo di esclusione alla procedura sarebbe stato determinato dalla presentazione, da parte degli offerenti, di un assegno, costituente la cauzione, che presentava una irregolarità, tant’è che era stato rifiutato dalla banca di riferimento. Aver accettato il titolo genera ulteriore vantaggio. Eppure l’immobile, frutto di una turbativa d’asta è stato acquisito dalla società di Abramo. La Dda per La Salvia aveva chiesto la misura cautelare del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione: avrebbe piegato la funzione pubblica di cui era investito a interessi privati, misura però respinta dal gip.

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