Sono 58 i nuovi magistrati che hanno giurato e preso servizio nelle sedi calabresi assegnate dal Consiglio superiore della magistratura. Provengono dai principali uffici di tirocinio italiani – da Napoli a Milano, da Roma a Firenze – e vanno a rafforzare tribunali e procure dei distretti di Catanzaro e Reggio Calabria. Un innesto numericamente rilevante, pensato per tamponare scoperture croniche e carichi di lavoro fuori scala, in una regione dove l’amministrazione della giustizia resta un fronte permanentemente sotto stress.
Catanzaro e Lamezia, il baricentro del distretto
Nel Tribunale di Catanzaro arrivano come giudici Chiara Beatrice e Stefano Bortone, entrambi dal tirocinio di Napoli, Anna Gabriella Ferraioli da Milano, Roberta Fiocca e Francesca Iuliano formatesi a Catanzaro, Marta Pascale da Firenze e Rocco Mario Vincenzo, anche lui proveniente dal tirocinio catanzarese. Sul fronte requirente, la Procura di Catanzaro accoglie Maria Caracciolo (tirocinio a Catanzaro), Roberta Lomurno e Marco Petillo, entrambi da Roma, destinati al ruolo di sostituti procuratori.
A Lamezia Terme, presidio strategico per volume di procedimenti, entrano come giudici Brigida Candela e Martina Gallucci, entrambe dal tirocinio di Napoli, mentre la Procura si rafforza con Giovanni Oronzo (Napoli) e Fiorella Todisco (Firenze), chiamati a operare come pubblici ministeri.
Cosenza e Paola, arretrati e territorio vasto
Nel Tribunale di Cosenza prendono servizio come giudici Rosina De Felice (tirocinio a Cosenza), Eleonora Palmieri (Napoli) e Claudio Tricò (Milano). La Procura di Cosenza accoglie Nicoletta Fruncillo e Marco Mattia, rispettivamente da Roma e Bologna, entrambi destinati all’attività requirente in un circondario tra i più estesi della regione.
A Paola arrivano come giudici Ludovica Esposito e Bianca Petrillo, entrambe formatesi a Napoli, con il compito di ridurre un arretrato che negli anni ha inciso pesantemente sui tempi dei processi.
Crotone, Locri e Castrovillari: uffici esposti
Nel Tribunale di Crotone l’innesto è massiccio: entrano come giudici Claudia Altomare (Napoli), Giuliano Ferraro (Napoli), Martina Manfreda (Lecce), Glauco Panattoni (Napoli), Gennaro Raffaele Talarico e Alessandro Tannoia (entrambi da Catanzaro), oltre a Marianinive Zammarelli (Napoli). A questi si aggiunge Vittorio Ferrari, proveniente dal tirocinio di Catanzaro, assegnato alla sezione lavoro. In Procura arrivano Mariamartina Milli (Lecce) ed Enza Pace (Potenza), destinate alle funzioni requirenti.
A Locri entrano come giudici Federica Cassano (Milano), Chiara Casuccio e Francesca Catania (entrambe da Roma), Maria Rosaria Ferraro (Firenze) e Antongiulio Maglione (Napoli). La Procura di Locri si rafforza con Nicola Chirilli (Napoli), Eleonora Mazzitelli (Milano) e Alessandro Pittari (Catanzaro), chiamati a operare in uno degli uffici più esposti sul fronte antimafia.
A Castrovillari, il tribunale accoglie Giulia Beguinot e Manuel Carotenuto, entrambi dal tirocinio di Napoli, mentre la Procura si rinforza con Anastasia Angrisani (Napoli), Roberta Bello (Bari), Angela Cioffi (Napoli) e Raffaele Miranda (Napoli).
Reggio Calabria e Palmi, il fronte dei grandi processi
Nel Tribunale di Reggio Calabria arrivano come giudici Renato Baratta e Giuseppe Di Prospero (Roma), Massimiliano Forner (Milano) e Stefania Mastroianni (Napoli), destinati a procedimenti di particolare complessità . Alla Procura per i minorenni di Reggio Calabria prende servizio Nicolò Osvaldo Rasa, formato a Venezia, in un settore spesso sottodimensionato.
A Palmi, il tribunale accoglie la giudice Ottavia Martina (Milano), mentre la Procura si rafforza con Giorgia Nda (Roma), Fabrizio Rafeli (Catanzaro) e Silvia Viceconte (Reggio Calabria).
Vibo Valentia, un equilibrio fragile
Nel Tribunale di Vibo Valentia entra come giudice Elena Ficociello, proveniente dal tirocinio di Napoli. La Procura vibonese si rafforza con Viviana Punzo (Napoli), Giorgio Adriano Rispoli (Napoli) e Alessandra Trabucco (Bologna), chiamati a operare in un ufficio che più di altri ha sofferto per carenze di personale.
Molti ingressi, stesso nodo irrisolto
Cinquantotto nuovi magistrati rappresentano una boccata d’ossigeno reale. Ma il dato strutturale resta: la Calabria continua a rincorrere l’emergenza. Le assegnazioni coprono falle evidenti, senza però colmare definitivamente il divario tra domanda di giustizia e risorse disponibili. Il rischio, ancora una volta, è che l’impatto numerico non basti a cambiare il quadro se non seguiranno interventi strutturali su organici, carichi e organizzazione degli uffici.









