Si chiude definitivamente il fronte delle misure cautelari reali per la Calabra Maceri e Servizi SpA. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, in sede di Appello, ha infatti disposto il dissequestro dell’unica porzione di area dello stabilimento di Rende che risultava ancora sottoposta a vincolo giudiziario. L’azienda, realtà di primo piano nel settore della gestione integrata dei rifiuti e dell’economia circolare, era stata parzialmente coinvolta nelle indagini della Procura denominate “Carta canta”. Il verdetto dei magistrati reggini rappresenta l’ultimo di una serie di provvedimenti di sblocco già avviati da circa un anno, restituisce la piena disponibilità del sito industriale ai vertici societari e ridimensiona l’impatto del filone d’inchiesta sul compendio aziendale.
La linea della difesa: cifre irrisorie e buona fede negli acquisti
I legali del gruppo industriale hanno espresso forte soddisfazione per l’esito del ricorso, rimarcando come la decisione dei giudici spiani la strada verso il pieno accertamento della linearità della condotta aziendale. Attraverso un documento ufficiale, il collegio difensivo ha voluto chiarire l’esatta portata dei fatti contestati, definendo marginale il ruolo del colosso dei servizi ecologici.
“Con questo provvedimento si conclude la vicenda cautelare relativa al sequestro aziendale operato nell’ambito di una vicenda in cui l’azienda ha un ruolo assolutamente marginale. Alla società viene infatti contestato l’acquisto, da fornitori esterni, di circa sessantamila euro di carta da macero in cinque anni. Cifre assolutamente irrisorie rispetto al fatturato complessivo della società e acquisti operati presso terzi in perfetta buona fede. Nonostante quanto premesso, si è giunti a tale risultato anche grazie alle misure adottate dalla società per rendere ancora più rigorosi i processi aziendali e al corretto funzionamento del modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.l. 231/01. Un’ulteriore dimostrazione, al di là del caso specifico, della bontà dei modelli organizzatici di cui si è dotata l’azienda e che ne fanno un modello di riferimento, per efficacia della gestione, di molte aziende del settore. Il tutto in linea con i valori che hanno sempre caratterizzato la mission aziendale di Calabra Maceri, basato su un modello di industrializzazione ecologicamente sostenibile e ispirato all’ economia circolare. La pronuncia del TdL è l’ulteriore conferma di queste tesi, così come, fra l’altro, è dimostrato dai precedenti dissequestri delle quote e compendi aziendali”.
I legali: “Dimostrata la totale estraneità ai reati”
Il pronunciamento del Tribunale del Riesame viene letto dalla governance della SpA come un riconoscimento dell’alto livello di compliance normativa introdotto nello stabilimento d’eccellenza dell’hinterland cosentino. Un risultato propiziato anche dall’adozione spontanea di protocolli interni ancora più rigidi in materia di tracciabilità dei flussi di materiale. Sulla stessa linea i difensori della società, gli avvocati Marcello Manna e Giuseppe Manna, i quali hanno ribadito “anche in questa occasione la totale estraneità della Calabra Maceri ai reati contestati. Estraneità che sta venendo alla luce già attraverso questi primi pronunciamenti”.








