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25 Maggio 2026
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Calabresi nel Mondo, la Procura di Catanzaro chiede la condanna per l’ex deputato Galati: ma c’è la scure della prescrizione

Invocata in aula l'assoluzione per la collaboratrice Mariangela Cairo. Per un terzo imputato la condanna è definitiva. Il verdetto è previsto per il prossimo 11 febbraio

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E’ alle ultime battute il processo sulla presunta distrazione di fondi comunitari all’interno della Fondazione Calabresi nel Mondo, ex ente in house della Regione Calabria. Oggi al termine della requisitoria il pubblico ministero Graziella Viscomi ha chiesto cinque anni per l’allora presidente dell’Ente in house della Regione Calabria e dell’ex deputato di Forza Italia Pino Galati, oggi vice presidente nazionale di Noi Moderati, imputato per una ipotesi di peculato, mentre per un’altra riqualificata da peculato in indebita destinazione di denaro e cose mobili ha invocato la prescrizione. Ha chiesto inoltre l’assoluzione per la collaboratrice della Fondazione Mariangela Cairo, che risponde di un solo capo di indebita destinazione di denaro e cose mobili, ma incombe la scure della prescrizione in un processo caratterizzato da vari rinvii di udienza e nato da un’inchiesta scattata nel 2015. Un terzo imputato Giuseppe Antonio Bianco, che rispondeva anche di falsità ideologica oltre che di peculato, giudicato con rito abbreviato e’già stato condannato, nell’ambito della stessa inchiesta, in via definitiva ad 1 anno e 9 mesi di reclusione. 

Gli avvocati difensori di Galati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra puntano per l’assoluzione del loro assistito con la formula “per non aver commesso il fatto”, così come gli avvocati Ermenegildo Massimo Scuteri e Giovanni Passalacqua per Cairo. Il Tribunale collegiale di Catanzaro emetterà il verdetto il prossimo 11 febbraio

Le ipotesi di accusa

Secondo le ipotesi accusatorie, Galati e Bianco, in qualità di pubblici ufficiali, avendo in ragione del proprio ufficio, la disponibilità e il possesso delle somme destinate ai progetti commissionati dalla Regione Calabria e finanziamenti con i fondi Por, se ne sarebbero appropriati attribuendosi incarichi retribuiti all’interno della Fondazione. E Galati in concorso con Cairo si sarebbe impossessato di somme di danaro destinate a progetti commissionati dalla Regione Calabria determinando la stipula di un contratto di locazione a proprio esclusivo beneficio così deviando le risorse dal loro vincolo di destinazione. In particolare Cairo, segretario generale della Fondazione I Sud del Mondo, nonché collaboratrice di Calabresi nel Mondo, sarebbe stata beneficiaria del contratto di un negozio locatizio in uso alla fondazione I sud del Mondo a Roma, a beneficio proprio e per proprie esclusive esigenze private, sottraendo le risorse ai fini a cui erano destinate, procurando alla Regione un danno di 9.979.60 euro. Reato questo da peculato riqualificato in indebita destinazione di denaro o cose mobili e rispetto al quale per Galati il magistrato ha chiesto la prescrizione e per Cairo l’assoluzione.

L’inchiesta

L’inchiesta, scattata nel 2015 mirava a far luce su una presunta distrazione di fondi destinati all’associazione “Calabresi nel mondo”, ente “in house” della Regione Calabria, all’epoca dell’inchiesta in liquidazione e avrebbe evidenziato una gestione “clientelare” delle assunzioni, con la paventata violazione delle norme in materia, ma anche la violazione dello Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente. Un terzo aspetto delle indagini ha riguardato il rapporto tra la fondazione “Calabresi nel mondo” e la fondazione “I Sud del mondo”, di cui Galati è stato pure presidente, in relazione all’illecito affitto di una sede a Roma. 

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