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28 Aprile 2026
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Condanna definitiva ma niente carcere per Francantonio Genovese: la partita si sposta a Reggio Calabria

La Procura non ricorre in Cassazione e i termini scadono. La difesa chiede il ricalcolo della pena: possibile affidamento in prova sotto i quattro anni

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È diventata definitiva la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per l’ex parlamentare del Pd ed ex sindaco di Messina, Francantonio Genovese, coinvolto nell’inchiesta sui presunti illeciti nella formazione professionale in Sicilia. Il procedimento, transitato alla Procura generale di Reggio Calabria, si chiude senza ulteriori impugnazioni: l’ufficio requirente non ha presentato ricorso in Cassazione e i termini sono ormai scaduti.

Il nodo del ricalcolo della pena

Nonostante la definitività della sentenza, il destino detentivo dell’ex politico resta aperto sul piano esecutivo. Secondo quanto sostenuto dal suo legale, l’avvocato Nino Favazzo, la pena complessiva deve essere rideterminata alla luce di un successivo riconoscimento giudiziario.

La Corte d’appello di Reggio Calabria ha infatti fissato la pena totale in 6 anni, 10 mesi e 20 giorni, tenendo conto del vincolo della continuazione tra i reati contestati nel procedimento noto come “Corsi d’oro” e un ulteriore reato di natura fiscale, definito separatamente nel 2024 con una condanna a 1 anno e 6 mesi.

La posizione della difesa

“La pena complessiva eseguibile è stata rideterminata […] per avere riconosciuto il vincolo della continuazione tra i reati”, ha dichiarato l’avvocato Nino Favazzo in una nota, spiegando che il secondo titolo di condanna è stato interamente espiato in regime di affidamento in prova.

Il legale ha inoltre precisato di aver già depositato un’istanza presso la Procura generale di Reggio Calabria per ottenere la detrazione sia del periodo trascorso in custodia cautelare, sia dell’intera pena già scontata. Secondo la difesa, questo ricalcolo porterebbe la pena residua a scendere sotto i quattro anni.

Verso le misure alternative

Se il ricalcolo prospettato venisse accolto, la pena finale rientrerebbe nei limiti per la sospensione dell’esecuzione e l’accesso a misure alternative alla detenzione, in particolare l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Una fase ancora aperta sul piano esecutivo

La vicenda giudiziaria si chiude dunque sul piano delle impugnazioni, ma resta aperta nella fase esecutiva, dove si giocherà la partita decisiva sul futuro immediato dell’ex parlamentare. Le valutazioni ora spettano agli uffici competenti di Reggio Calabria, chiamati a pronunciarsi sulle richieste della difesa alla luce delle norme vigenti.

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