I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica guidata da Domenico Guarascio nei confronti di 13 persone, ritenuti secondo l’ipotesi accusatoria, accusatoria, responsabili di una serie indefinita di delitti di corruzione, posti in essere anche nella forma associata.
I nomi degli indagati
Si tratta di: Michele Maffei, Carla Martella Piro, Federico Guzzo, Vito Domenico De Martino, Mario Talarico, Rodolfo Trapasso, Pantaleo Ciardi, Francesco Masciari, Angela Rizzuti, Francisco Josè Aloe, Francesco Pio Oliverio, Mario Martina e Stefano Pugliese.
Le procedure avvolte dal malaffare
Le attività investigative – condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sotto la costante opera di coordinamento dell’Ufficio di Procura – hanno consentito di far luce su alcuni presunti casi di malaffare connessi all’indizione ed alla gestione di diverse procedure volte alla fornitura di prodotti sanitari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, indette, dal 2019 al 2021, dalle principali strutture sanitarie provinciali.
Il complesso degli elementi raccolti ha evidenziato il coinvolgimento, nelle trame illecite ricostruite, di pubblici funzionari, al tempo in servizio all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti tutti a vario titolo implicati nelle dinamiche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione.
In tale contesto, in più occasioni sarebbe stata accertata l’anticipazione dei documenti di gara, la condivisione di informazioni riservate concernenti le determinazioni delle stazioni appaltanti, nonché la materiale predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento diretto dei referenti delle imprese da avvantaggiare.
Le dazioni di denaro contante
Sarebbero stati ricostruiti, altresì, accordi corruttivi che prevedevano l’elargizione di controprestazioni monetarie, determinate nel loro importo in misura percentuale rispetto al valore delle commesse e, in molti casi, mascherate da fittizie prestazioni di consulenza. Al riguardo, nel corso delle indagini sono state monitorate e documentate plurime dazioni di denaro contante, il cui ammontare complessivo, supera i 45mila euro. L’odierna attività di servizio testimonia la costante attenzione e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza e dalla Procura della Repubblica di Crotone, nel contrasto ad ogni forma di illegalità e di corruzione che altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici a danno della loro efficienza.














