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16 Giugno 2026
16 Giugno 2026
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Demetra 2, finisce in carcere Filippo De Marco: condanna definitiva a oltre 8 anni per droga

Dai domiciliari alla cella dopo il verdetto della Cassazione. Era stato assolto in via definitiva dall’accusa di concorso nell’omicidio del biologo Matteo Vinci

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Dalla misura degli arresti domiciliari al trasferimento in carcere per scontare una condanna ormai definitiva. I Carabinieri della Stazione di Soriano Calabro hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Filippo De Marco, 47 anni, in esecuzione di un provvedimento emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro.
L’uomo dovrà espiare una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 21 giorni di reclusione per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito è stato trasferito nella Casa circondariale di Vibo Valentia, come disposto dall’autorità giudiziaria.

La condanna definitiva nell’inchiesta Demetra 2

L’ordine di esecuzione della pena trae origine dalla sentenza divenuta irrevocabile nell’ambito del processo “Demetra 2”, una delle più importanti inchieste antimafia degli ultimi anni sul narcotraffico nel Vibonese.
Le contestazioni riguardano la partecipazione a un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e diversi episodi di detenzione e spaccio di droga accertati tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e ritenuto provato nei vari gradi di giudizio, l’organizzazione si sarebbe occupata della gestione e della distribuzione di cocaina, hashish e marijuana in ampie aree della Calabria.

Il verdetto della Cassazione

La vicenda processuale ha trovato il suo epilogo lo scorso gennaio, quando la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne pronunciate dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 22 gennaio 2024.
Oltre a De Marco, sono diventate irrevocabili anche le condanne nei confronti di Vito Barbara, condannato a 15 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione; Domenico Bertucci, a 6 anni e 11 mesi; Antonio Criniti, a 8 anni e 4 mesi; e Pantaleone Mancuso, a 8 anni, 2 mesi e 10 giorni.
La Suprema Corte ha quindi confermato l’impianto accusatorio relativo al traffico di sostanze stupefacenti, rendendo esecutive le pene inflitte ai diversi imputati.

L’assoluzione per l’omicidio Matteo Vinci

Nel corso del procedimento la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro aveva contestato a De Marco e ad Antonio Criniti anche il coinvolgimento nell’omicidio del biologo Matteo Vinci, ucciso il 9 aprile 2018 a Limbadi dall’esplosione di un’autobomba.
Secondo l’accusa, i due avrebbero avuto un ruolo nella realizzazione dell’ordigno. Questa ricostruzione, tuttavia, non ha trovato conferma in giudizio.
Entrambi sono stati infatti assolti dall’accusa di concorso nell’omicidio e tali assoluzioni sono divenute definitive, non essendo state impugnate dalla Procura.

Dal domicilio alla cella

Con il passaggio in giudicato della sentenza e l’emissione dell’ordine di esecuzione da parte della Procura Generale, per De Marco si sono aperte le porte del carcere.
I militari dell’Arma lo hanno prelevato dall’abitazione dove si trovava ai domiciliari e lo hanno accompagnato nella struttura penitenziaria di Vibo Valentia, dove sconterà la pena residua stabilita dalla magistratura.
De Marco è stato assistito nel procedimento dagli avvocati Vincenzo Cicino e Giuseppe Orecchio

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