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26 Marzo 2026
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Erano accusati di una violenta rissa a Lamezia Terme, in sette assolti perchè il “fatto non sussiste”

Il pubblico ministero aveva invocato per tutti pene variabili da mesi 8 ad anni 2 e 8 mesi. Le difese hanno sostenuto l’inesistenza del reato aggravato in costanza dell’inesistenza del requisito di specie delle c.d. parti contrapposte

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Nella primavera del 2019, sette persone venivano cautelate in quanto gravemente indiziate di aver partecipato ad una rissa. All’epoca veniva fatta luce su una rissa scatenatasi nella notte tra il 21 e 22 febbraio davanti un locale del centro. Era l’1:30 quando un giovane era rimasto ferito alla testa dal lancio di uno sgabello in ferro sul marciapiede antistante il “Proud Mary” sul corso Numistrano di Lamezia Terme.

Le indagini del Commissariato

Da lì sono poi partite le indagini del Commissariato di Pubblica Sicurezza che oggi ha dato esecuzione a ordinanze cautelari nei confronti di 7 giovani emesse dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della Locale Procura di Lamezia Terme. Le indagini svolte dal personale del Commissariato hanno permesso di accertare come nella tarda serata del 21 tre giovani si erano recati al “Proud Mary”, inaugurato nei giorni precedenti. Il gestore del locale avendo notato che i tre avevano un atteggiamento poco consono, in quanto uno di loro si era tolto la maglietta ed era rimasto a torso nudo, li aveva invitati ad andare via. Fuori dal locale, uno dei tre, aveva scagliato uno sgabello in metallo contro un ragazzo, che, soccorso e trasportato al locale Pronto Soccorso dal padre, presente al momento dei fatti, era stato trasferito in prognosi riservata all’Ospedale Civile di Catanzaro.

Due gruppi contrapposti

Da tale fatto scaturiva una vera e propria rissa che dall’esterno del locale arrivava fino al marciapiede opposto, nel corso della quale due gruppi contrapposti si fronteggiavano, colpendosi reciprocamente con violenza per cui due di loro riportavano anche delle lesioni. Dal complesso delle indagini svolte è emerso che dalla immotivata aggressione di Astorino ai danni del giovane, all’esterno del “Proud Mary”, era nata una rissa a cui avevano preso parte, schierate in due fazioni antagoniste.

Il Tribunale, Sezione Penale Monocratica, in accoglimento delle deduzioni difensive, ha assolto, perché il fatto non sussiste, dal reato di rissa aggravata Astorino Stefano (difeso dall’Avv. Antonio Larussa), Gigliotti Francesco (difeso dall’Avv. Antonio Larussa), Mascaro Giancarlo (difeso dall’Avv. Lucio Canzoniere), Lanzo Salvatore (difeso dall’Avv. Ramona Gualtieri), Scardamaglia Davide (difeso dall’Avv. Ramona Gualtieri), Arzente Massimiliano (difeso dall’Avv. Armando Chirumbolo), Caruso Luca (difeso dall’Avv. Armando Chirumbolo). Il Pubblico Ministero aveva invocato per tutti pene variabili da mesi 8 ad anni 2 e 8 mesi. Le difese hanno sostenuto l’inesistenza del reato di rissa aggravata in costanza dell’inesistenza del requisito di specie delle c.d. parti contrapposte. Mentre, uno solo degli imputati, in accoglimento della richiesta del P.M. è stato condannato alla pena di anni due di reclusione per il reato di lesioni aggravate.

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