La Corte di Cassazione ha reso definitiva l’assoluzione di tutti gli imputati coinvolti nell’inchiesta “Erebo Lacinio”, confermando integralmente le sentenze già emesse nei precedenti gradi di giudizio. La decisione sancisce in via definitiva che “il fatto non sussiste”, ponendo fine al procedimento penale avviato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Tra le persone assolte figura Antonella Stasi, già presidente facente funzioni della Regione Calabria, insieme agli altri imputati coinvolti nell’indagine.
Le contestazioni della Procura e il ruolo dell’impianto a biomasse
L’indagine aveva interessato la società Le Verdi Praterie, appartenente al Gruppo Marrelli di Crotone e attiva nella gestione di un impianto a biomasse.
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura distrettuale di Catanzaro, gli indagati avrebbero fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla gestione di un presunto traffico illecito di rifiuti e alla commissione di una truffa aggravata ai danni del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
L’accusa sosteneva che l’impianto avesse prodotto biogas utilizzando materiali che non sarebbero stati regolarmente dichiarati, circostanza che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito l’indebita percezione di incentivi pubblici per oltre 14 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2011 e il 2018. Nell’impianto investigativo erano inoltre contestati presunti sversamenti illeciti.
Si tratta delle contestazioni formulate dall’accusa durante la fase delle indagini e del processo, non confermate dalle successive decisioni dei giudici.
Le assoluzioni nei tre gradi di giudizio
Il procedimento, celebrato con rito abbreviato, si era concluso nel 2024 davanti al Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, che aveva disposto l’assoluzione di tutti gli imputati.
La sentenza era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello, fino alla pronuncia della Corte di Cassazione, che ha rigettato le contestazioni residue, rendendo definitiva l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Chi sono gli imputati assolti in via definitiva
Oltre ad Antonella Stasi, la decisione della Suprema Corte riguarda anche Roberto Stasi, consulente dell’azienda, Massimo Francesco Carvelli, Anna Crugliano, legale rappresentante della società, e i dipendenti Salvatore Esposito, Antonio Muto, Raffaele Rizzo e Salvatore Succurro.
Con la pronuncia della Cassazione si conclude definitivamente il procedimento penale relativo all’inchiesta Erebo Lacinio, confermando integralmente le assoluzioni già pronunciate nei precedenti gradi di giudizio.










