Tutti assolti. Si chiude con una sentenza netta il processo celebrato davanti al Tribunale di Vibo Valentia per presunte false dichiarazioni Isee finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza. Il giudice monocratico ha mandato assolti tutti gli imputati, respingendo la richiesta della pubblica accusa, che aveva invocato una condanna a 7 mesi di reclusione ciascuno.
Gli imputati assolti
In particolare, il Tribunale ha assolto Sviatlana Katkova, 39 anni, di Vibo Valentia (difesa dall’avvocato Salvatore Sorbilli), Marilena Ventrici, 32 anni, di Pizzo Calabro (difesa dall’avvocato Giosuè Monardo), Domenico Franzone, 64 anni, di Vibo Valentia (difeso dall’avvocato Diego Brancia), e Raffaela Riga, 46 anni, di Vibo Valentia (difesa dall’avvocato Walter Franzè). Per tutti, il verdetto è stato di assoluzione piena, con il venir meno di ogni profilo di responsabilità penale.
Le ipotesi accusatorie
Secondo la ricostruzione della Procura, gli imputati avrebbero omesso di indicare nelle dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) alcuni beni immobili o autoveicoli, producendo così un Isee non corretto e ottenendo – sempre secondo l’accusa – indebitamente il reddito di cittadinanza. Le contestazioni si fondavano sull’ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, con riferimento alla compilazione dei quadri patrimoniali previsti dalla normativa.
La richiesta del pm e il verdetto
Al termine della requisitoria, la pubblica accusa aveva chiesto per tutti una condanna a 7 mesi di reclusione, ritenendo provata la rilevanza penale delle omissioni contestate. Una tesi che non ha superato il vaglio del Tribunale. Con la sentenza di assoluzione, il giudice ha smontato l’impianto accusatorio, escludendo la configurabilità del reato e facendo cadere l’intero procedimento.








