La Procura di Vibo Valentia ha ottenuto il rinvio a giudizio di 15 persone nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Guardia di Finanza su presunti episodi di corruzione e irregolarità ai danni dell’Inail. Il decreto è stato disposto dal gup del Tribunale di Vibo.
Le accuse contestate dalla Procura
Secondo l’impianto accusatorio, tra il 2016 e il 2020 sarebbero state predisposte pratiche relative a false malattie professionali e presunte allergie lavorative, finalizzate a ottenere indebiti benefici economici dall’Inail. Gli investigatori ipotizzano che alcune certificazioni siano state rilasciate dietro il pagamento di tangenti, con l’obiettivo di favorire i richiedenti attraverso pratiche ritenute irregolari.
Coinvolti medici e operatori
Tra gli imputati figurano anche professionisti del settore sanitario e operatori legati all’Inail. L’inchiesta della Guardia di Finanza si concentra proprio sui presunti rapporti corruttivi che avrebbero consentito il riconoscimento di patologie non corrispondenti alla reale condizione dei richiedenti. Il processo si svolgerà davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.
Tutti i nomi degli imputati
Sono stati rinviati a giudizio: Nazzareno Bellissimo, 54 anni, di Monterosso Calabro e residente a Vimodrone; Michele Cichello, 64 anni, di Filogaso; Stefano Cuccione, 45 anni, di Bivona; Giuseppe D’Amico, 54 anni, di Piscopio; Vincenzo Mazzotta, 47 anni, di Monterosso Calabro; Salvatore Meddis, 72 anni, di Monterosso Calabro, dirigente medico legale Inail; Giuseppe Mercuri, 49 anni, di Limbadi; Francesco Monteleone, 41 anni, nato a Vibo Valentia e residente a Milano; Nicola Monteleone, 46 anni, di Polia; Antonio Pasqua, 62 anni, originario di Limbadi e residente a Vibo Valentia, medico del patronato Inas; Giuseppe Pizzonia, 39 anni, di Monterosso Calabro; Francesco Scannadinari, 38 anni, di San Gregorio d’Ippona; Fabio Schicchi, 57 anni, di Lamezia Terme, infermiere Inail; Angelo Sorrentino, 66 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe Tomaino, 64 anni, di Vibo Valentia.







