8 Agosto 2026
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Folgorato mentre collegava le luminarie a Calanna: disposta l’autopsia per Fabio Calabrò

Il 40enne di Rosalì stava lavorando per un'azienda privata in vista della festa della Madonna dell'Annunziata. Sequestrato il mezzo dell'impresa e disposto l'esame utopico

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Una tragedia sul lavoro ha sconvolto Calanna, nell’area metropolitana di Reggio Calabria. A perdere la vita è stato Antonino Fabio Calabrò, 40 anni, originario di Rosalì, frazione a nord del capoluogo. L’uomo stava lavorando per conto di un’azienda privata impegnata nell’installazione delle luminarie in vista delle celebrazioni della Madonna dell’Annunziata, quando è rimasto vittima di una violenta scarica elettrica.

Secondo le prime ricostruzioni, Calabrò si trovava su una scala e stava effettuando il collegamento di alcune luminarie alla rete elettrica. Per cause che dovranno essere chiarite dagli investigatori, sarebbe entrato in contatto con una fonte di elettricità, riportando una folgorazione mortale.

I soccorsi e il decesso

L’allarme è scattato immediatamente dopo l’incidente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare soccorso al lavoratore. Ogni tentativo di rianimazione, però, si è rivelato inutile. Per Fabio Calabrò non c’è stato nulla da fare e i soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Una morte improvvisa che ha lasciato sotto shock la comunità di Rosalì e quella di Calanna, dove l’uomo era conosciuto.

La Procura dispone l’autopsia

La vicenda è ora al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli. La magistratura ha disposto l’autopsia sul corpo di Calabrò, un accertamento che potrebbe contribuire a chiarire le cause esatte del decesso e alcuni aspetti della dinamica dell’incidente. Gli investigatori dovranno ricostruire con precisione le modalità con cui il lavoratore stava operando e verificare le condizioni dell’impianto e delle apparecchiature utilizzate durante l’intervento.

Sequestrato il furgone dell’azienda

Nell’ambito degli accertamenti, i carabinieri hanno sequestrato il furgone dell’impresa per cui lavorava la vittima. Al momento dell’incidente, Calabrò sarebbe stato impegnato nel collegamento alla rete elettrica di alcune luminarie. Secondo le prime informazioni, le altre installazioni risultavano già operative e collegate alla fornitura provvisoria predisposta per le festività. Restano quindi da chiarire le circostanze specifiche che hanno portato alla scarica elettrica che ha colpito il 40enne.

Gli accertamenti sulla sicurezza del lavoro

L’inchiesta dovrà ora stabilire se tutte le procedure previste per un intervento di questo tipo siano state rispettate. Non è escluso che gli investigatori possano ascoltare chi aveva commissionato l’intervento a Calabrò e chi ne aveva autorizzato l’esecuzione, così da ricostruire la catena delle responsabilità e le condizioni nelle quali il lavoratore si trovava a operare. Saranno gli accertamenti tecnici e l’esito dell’autopsia a fornire elementi utili alla Procura per comprendere cosa sia accaduto.

Calanna cancella gli eventi per rispetto della famiglia

La tragedia ha avuto immediate ripercussioni anche sulla programmazione delle festività locali. Il Comune di Calanna ha infatti deciso di annullare gli eventi previsti fino a Ferragosto, in segno di rispetto per la famiglia di Fabio Calabrò. Il sindaco Domenico Romeo ha espresso la vicinanza dell’amministrazione e dell’intera comunità ai familiari della vittima. “L’amministrazione comunale, sposando quello che è il sentire comune di tutti i comitati festa che lavorano sul territorio, rappresenta vicinanza alla famiglia”, ha dichiarato il primo cittadino.

Il cordoglio della comunità

Romeo ha spiegato che la comunità attende ora di conoscere con maggiore precisione le circostanze dell’incidente. “Siamo in attesa di capire nel dettaglio quello che è avvenuto”, ha affermato il sindaco, spiegando che la cancellazione delle manifestazioni rappresenta un gesto di costernazione e rispetto verso la famiglia.

Calabrò, pur risiedendo nel Comune di Reggio Calabria, viveva a Rosalì, in una zona prossima al territorio di Calanna. Per questo la sua morte ha colpito profondamente anche la comunità calannese. “È una vicinanza dell’intera comunità calannese che conosceva questo ragazzo”, ha sottolineato Romeo.

Ora saranno gli accertamenti della magistratura a fare luce sulla tragedia e a stabilire cosa abbia provocato la scarica elettrica fatale che ha spezzato la vita di Fabio Calabrò mentre stava semplicemente svolgendo il proprio lavoro.

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