6 Agosto 2026
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I fondi per gli alunni disabili per acquistare uno scuolabus senza pedana: tre indagati nel Crotonese

La Procura della Repubblica contesta presunte irregolarità nell'acquisto del mezzo: sotto la lente oltre 24mila euro destinati all'inclusione e una determina comunale

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Nell’ambito delle attività poste in essere a tutela della trasparenza amministrativa e del corretto impiego delle risorse pubbliche, i Carabinieri della Stazione di Strongoli (KR), coadiuvati, nella fase esecutiva, dai colleghi della Stazione di Brivio (LC), hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia e sul diritto di difesa, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone nei confronti di tre persone.

Complessa attività investigativa

L’operazione scaturisce da una complessa e capillare attività investigativa, avviata dai militari dell’Arma a seguito di una circostanziata denuncia e culminata nell’accertamento di presunte irregolarità relative alla gestione dei fondi destinati alle fasce deboli della comunità. Nel dettaglio, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone diretta dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno consentito di ricostruire la vicenda legata all’acquisto di uno scuolabus comunale a Strongoli: il responsabile dell’Ufficio Amministrativo dell’Ente avrebbe utilizzato indebitamente oltre 24.000 euro di fondi interministeriali, vincolati esclusivamente al potenziamento dei servizi per alunni con disabilità, per comprare un mezzo usato del tutto privo di pedana o allestimenti idonei al trasporto di utenti a ridotta mobilità. Per agevolare l’operazione e assicurare un ingiusto vantaggio economico alla ditta fornitrice, il funzionario avrebbe inoltre alterato materialmente la determina comunale di affidamento. Paralleli accertamenti condotti sugli amministratori della società venditrice hanno infine fatto emergere presunte condotte fraudolente, messe in atto sia durante la trattativa che nell’esecuzione della fornitura stessa. I reati contestati a vario titolo dalla Procura pitagorica comprendono la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, l’indebita destinazione di denaro o cose mobili e la frode nelle pubbliche forniture in concorso.

Prevenire l’uso improprio del denaro collettivo

L’esito di questa attività sottolinea il ruolo cruciale e la costante vigilanza delle Forze dell’Ordine a salvaguardia del patrimonio pubblico. Un’azione fondamentale non solo per prevenire l’uso improprio del denaro della collettività, ma soprattutto per garantire che le risorse destinate all’inclusione e al sostegno delle categorie più vulnerabili non vengano distolte dalla loro naturale e nobile finalità. Si precisa che il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono pertanto da ritenersi presunti innocenti fino all’eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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