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9 Aprile 2026
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La locale di Ariola nel circuito internazionale di droga e il timore di essere spiati: “Sto Gratteri fa danni”

Nell'inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Jerakarni ,le chat e le conversazioni intercettate per il traffico di sostanze stupefacenti e le cautele adorate dal clan per non essere seguiti

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Una valanga di droga detenuta e rivenduta con cadenza quasi quotidiana “roba buona, ti carico ogni giorno”, in varie piazze di spaccio d’Italia, da Cosenza a Reggio Calabria, da Bologna a Roma. Le indagini che hanno portato all’operazione Jerakarni con 54 misure cautelari, disarticolando la locale di Ariola, hanno velato come tra i principali canali di fornitura della sostanza stupefacente vi fosse il mandamento ionico reggino, per gli stretti rapporti esistenti tra i membri della consorteria e Giuseppe Parisi, detto “Popeye”, che fa ingresso sulla scena a seguito della carcerazione del fratello, Pietro Parisi e Giuseppe Giampaolo, detto“Aguero”, esponenti di spicco nei panorama del narcotraffico internazionale. Questi, agli atti dell’inchiesta della Dda di Catanzaro, risultano protagonisti di numerose conversazioni e chat criptate, che attestano un vero e proprio rapporto di collaborazione, nel settore degli stupefacenti con la‘ndrina Emanuele. Emblematico per la Dda il dialogo fra Michele Idà, 31enne e Marco nel commentare i due fornitori: “dobbiamo stampare un comparaggio con questi… così ce li leghiamo. Sono sempre buoni che lavoro ne fanno”. 

“La droga con lo stemma amnesia se la sognano” 

Dagli esiti investigativi risulta che Damiano Mamone, Michele, Marco e Franco Idà, Filippo Mazzotta e Domenico Tassone operano un preciso resoconto delle varie cessioni, di cui vengono descritte le caratteristiche “chiara e scura, ottime, di qualità, Gorilla e Cristal, quella con lo stemma amnesia se la sognano sta erba”, con tanto di foto inviate e la relativa quantità: “Domani comprare mio mi rompe il cazzo che gli ho detto che gli davo 5 kg sicuri (di droga ndr). Questo me ne toglie un 35 solo lui in un mese…E ci siamo divisi le zone…” … “Domani possiamo preparare già il viaggio da 5 kg, in più chiamo a quello di 50″. Al ritorno ne prendo altri 3… Ho caricato 3 a Damiano e mi da i soldi domani mattina e se ne prende10 con i soldi”. Indicano le modalità e i rischi del trasporto “però se non mi fanno almeno la metà avanti non gli porto nulla… Non si può rischiare… Già il trasporto e a carico nostro se cade. I corrieri si pagano” e le cautele da adottare.

“Sto Gratteri fa danni”

Rilevante, secondo le ipotesi accusatorie, la conversazione tra Michele Idà e Mamone “No siete troppo sotto, conviene stare fermi, noooo quale fermi, ho trovato la valvolina bruciata dell’accendi sigari…E vedi che hai la microspia, Ma sai perché stanno mettendo??. E adesso quando collego il telefono fa interferenza e non mi prende la radio me la controllo…Perché con sti cell non parliamo più, siamo muti, e questi sballano, appunto, dobbiamo stare attenti, non collegare sto cell a caricare in auto, controlla la presa di casa dove lo metti a caricare. Se stiamo attenti ci fanno una pompa. Gli interlocutori accorti a non essere seguiti, ad eludere i controlli delle forze dell’ordine a non essere spiati, esternano timori per possibili operazioni di polizia: “Quei borsoni me li prendi tu?…ho paura, se vengo io arriva la Dda…sto Gratteri fa danni.

Guardinghi nel non essere spiati

Le precauzioni adottate non erano mai troppe come viene evidenziato nella conversazione tra Damiano Mamone e Michele Idà subito dopo la cessione di 8 kg di stupefacente in favore di Damiano: “Ho caricato 5 a Damiano… Fra poco me li viene a pagare e prende altri 3″….“Stai  attento che non si perde”….”Ma ti veniva qualcuno  dietro…no tranquillo… O Damiano…ma apposto, ti seguiva qualcuno a te…no perché…io non ho visto nessuno… Ma quelle telecamere sono accese sopra quei pali”. I due sono i principali interlocutori nelle numerosissime conversazioni captate e per il gip firmatario dell’ordinanza “è evidente la loro responsabilità per i vari traffici illeciti, rivestendo ruoli di primissimo piano sia nelle trattative che nell’organizzazione delle varie cessioni”, mentre Mazzotta e Tassone vengono citati dagli interlocutori come coloro che sono deputati a fornire un ausilio nel trasporto dello stupefacente. Mazzotta, poi, in base a quanto si evince in una conversazione tra Mamone e Michele Idà è pienamente addentrato nei circuito del narcotraffico insieme agli Idà

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