Ieri in tarda serata il Tribunale di Castrovillari all’esito della camera di consiglio ha assolto, come da richiesta dei difensori, gli avvocati Sergio Rotundo ed Alice Zelinda Massara, Michelangelo Tripodi dall’accusa di essere uno degli esecutori del tentato omicidio ai danni di Pasquale Inzitari. La Procura aveva sollecitato una condanna ad anni 18 di reclusione.
L’episodio il 25 luglio 2017
Il fatto, particolarmente efferato, si verificò la sera del 25 luglio 2017 quando dinanzi al Centro Commerciale di Rossano-Corigliano due individui inseguirono Inzitari esplodendo all’indirizzo della vittima diversi colpi d’arma da fuoco 9×21. L’evento non si verificò solo grazie alla pronta reazione della vittima che si dileguò a bordo dell’autovettura allo stesso in uso a seguito della quale ne scaturì un rocambolesco inseguimento nel parcheggio antistante il Centro Commerciale. Per lo stesso fatto il Tribunale di Castrovillari sempre nella serata di ieri ha condannato il coimputato di Tripodi, Francecso Candiloro, alla pena di anni 15 di reclusione. Alla base del fatto vi era, secondo l’impostazione accusatoria, l’aver, Inzitari, testimoniato contro i sodalizi delinquenziali del reggino e nello specifico contro l’articolazione territoriale operante in Rizziconi e nota come cosca Crea.
Il coinvolgimento con l’episodio dei Princi
Pasquale Inzitari, noto imprenditore del reggino, era stato già vittima di un gravissimo episodio che aveva visto interessato sia il figlio e sia il cognato Antonino Princi, commerciante con interesse, all’epoca, nel Catanzaro Calcio, e vittima di un agguato mafioso in Gioia Tauro nel 2008 quando venne collocata una bomba sotto l’auto esplosa nel momento stesso in cui il Princi avviò il motore. Da qui la particolare attenzione da parte degl’Inquirenti sui fatti connotati da particolare gravità e che hanno registrato, nella serata di ieri, l’assoluzione del Tripodi Michelangelo rispetto a tale episodio sancendone la sua estraneità. Anche in parallelo procedimento, celebrato dinanzi all’Autorità Bresciana, Tripodi è stato assolto dal delitto di detenzione di armi contestato sempre con la finalità di agevolazione nei confronti della cosca Crea.








