Si chiude con un’assoluzione totale la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto Paolo Lo Moro, segretario generale del Comune di Corigliano Rossano, accusato di falso ideologico.
La Terza sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti completamente riformato la sentenza di primo grado, pronunciando un verdetto di assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”.
Il collegio giudicante, presieduto da Antonio Battaglia e composto dai consiglieri Carlo Fontanazza e Paola Ciriaco, ha accolto pienamente le istanze presentate dai legali della difesa, gli avvocati Nunzio Raimondi e Aldo Ferraro.
Il precedente giudizio e le tappe dell’inchiesta
La pronuncia di secondo grado ribalta quanto stabilito lo scorso 10 dicembre 2024 dal Tribunale di Castrovillari.
In quell’occasione, a seguito di un processo celebrato con rito abbreviato, il giudice per le indagini preliminari aveva inflitto a Lo Moro una condanna a due anni di reclusione, con il beneficio della pena sospesa.
Il procedimento traeva origine da una complessa attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, che aveva acceso i riflettori su presunte irregolarità all’interno del corpo della Polizia municipale.
La chiusura dell’iter processuale
Con questo verdetto, la magistratura d’appello ha di fatto smontato l’impianto accusatorio che aveva retto nel primo grado di giudizio.
La decisione di annullare integralmente la precedente sentenza riabilita la posizione del dirigente comunale, ponendo fine a un iter giudiziario che aveva destato grande attenzione nell’area ionica.
Grazie al lavoro dei difensori, è stata riconosciuta l’assoluta liceità della condotta del segretario generale, decretando la fine definitiva della sua posizione processuale nell’ambito dell’inchiesta citata.






